Un termine che rimanda alle antiche scuole che formarono Giotto, Michelangelo, Caravaggio per dare “identità” alle future generazioni. Con la guida attenta di tre docenti

MESSINA. L’Università telematica “Pegaso” è stata istituita con Decreto del M.I.U.R. del 2006. Da qualche giorno, nella sua sede di Messina, sono in mostra le “Botteghe d’arte”, termine evocativo che rimanda alle antiche scuole che formarono molti artisti famosi tra cui Giotto, Michelangelo, Raffaello, Caravaggio.

Il Medioevo prima, e successivamente il Rinascimento, diedero grande impulso ai giovani talenti i quali, grazie a queste scuole d’arte e di vita, ebbero modo di costruire passo dopo passo la cifra stilistica che finì per contraddistinguerli.

A Messina, per fare un esempio a noi vicino, Antonello degli Antoni alla sua morte trasferì al figlio Jacobello la bottega d’arte da cui sarebbero fioriti i suoi epigoni – gli antonelliani appunto, le opere di un nucleo rappresentativo dei quali resteranno in esposizione fino al 14 febbraio nelle sale di Palazzo Ciampoli, a Taormina.

L’inaugurazione

Inaugurata il 6 febbraio alle 17 nei locali della “Pegaso” ubicati in Corso Cavour, la mostra consta di una trentina di opere messe a punto dagli alunni del Liceo Artistico “Basile” sotto l’attenta guida dei docenti Bambino, Baratta e Iorfida. Si tratta di dipinti, installazioni, panchine ed elementi d’oggettistica varia dai rutilanti colori e una pregnante ed espressiva simbolicità.

Spunti dominanti il mare, i pesci, il mito – in una parola lo Stretto, assurto a metafora della singolare insularità siciliana e inquadrato nel candido contesto del sale dell’Unipegaso che ne fa risaltare il ricco ventaglio di tinte vive e sgargianti.

Plauso all’iniziativa è stato tributato, dal folto pubblico presente, al coordinatore messinese dell’Unipegaso e responsabile delle relazioni internazionali Nanni Ricevuto e alla dirigente scolastica del “Basile” Pucci Prestipino i quali si sono impegnati a ripetere, nel tempo, eventi del genere.

Curatrice della mostra la critica d’arte Milena Romeo, presidente dell’Associazione “Cara Beltà” e da sempre – e come sempre – colta e appassionata sostenitrice del necessario radicamento della scuola al territorio utile a rafforzare il comune senso d’identità che deve nutrire l’impegno e la volontà delle future generazioni.

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