I cibi da strada siciliani scatenano profumi e sapori che riassumono i segni delle colonizzazioni della nostra terra

Fonte: Giornale di Sicilia, 12/02/2016

Arancine, panelle, sfincione, meusa, frittola e stigghiole. Sono soltanto alcuni dei più celebri cibi da strada siciliani, oggi conosciuti con il termine più in voga di street food. Grazie alla storia millenaria delle colonizzazioni sull’isola il panorama gastronomico da strada è davvero ampio e ricco. L’unicità dello street food siciliano non consiste solo nella sua varietà e nella sua bontà. Ciò che sorprende infatti, è la capacità che ha ogni piatto di raccontare un capitolo della sua storia portando i segni delle tante colonizzazioni avvicendatesi nei secoli, dai romani agli arabi, dai normanni agli spagnoli. Un calderone di culture e ingredienti pronto a regalarci grandi soddisfazioni in cucina.

Non si può parlare di street food siciliano senza citare le arcinote arancine, che si portano dietro la tradizionale diatriba sulla femminilità o meno del loro nome. Questi piccoli timballi adatti ad essere consumati sia come spuntino che come antipasto, primo piatto o piatto unico, in Sicilia si trovano ovunque e in ogni momento, sempre caldi e fragranti nelle molte friggitorie. Di città in città spesso cambiano forma e dimensioni: ovali, a pera o rotonde, a seconda del ripieno.

Si possono contare circa 100 varianti: dalla più classica al ragù e al prosciutto, a quelle più originali come al pistacchio e al nero di seppia.

Nel viaggio dello street food non si possono non citare le stigghiole, spiedini di budella di agnello arrotolate attorno a un porro e poi cotte alla brace. Una spolverata finale di sale e si consumano così, caldissime e gustosissime. In alternativa, niente porro, ma uno spiedino attorno al quale arrotolare le budella.

E ancora lo sfincione, una sofficissima focaccia che racchiude tutti gli ingredienti della magica Sicilia: sugo di pomodoro e abbondante cacio cavallo fanno dello sfincione palermitano un irresistibile prodotto tipico! Un impasto molto soffice e molto gustoso. Merito del condimento che è la vera nota distintiva di questo lievitato! La pizza sta a Napoli esattamente come lo sfincione sta a Palermo, quindi se siete amanti della pizza scoprirete di essere amanti anche di questa prelibatezza…provate la nostra versione!

I meno schizzinosi potranno apprezzare una specialità che a detta di tanti è imbattibile, il pani ca’ meusa, milza, oppure polmoni o scannarozzato (trachea) di vitello, ripassati nella saimi (strutto) e mangiati nella vastedda (tipico panino tondo spolverato con semi di sesamo).

In Italia si contano 30mila bancarelle in più dall’inizio della crisi, con un vero boom del commercio ambulante favorito soprattutto dalla diffusione del cibo di strada, il cosiddetto street food.

È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dell’Osservatorio nazionale sul commercio del Ministero dello sviluppo economico dalla quale si evidenzia che a partire dal 2008 si è registrato un aumento record del 17 per cento del commercio ambulante, per un totale di 189.291 imprese operanti sul territorio nazionale al 30 giugno 2015. Di questa «invasione» di bancarelle è protagonista il settore alimentare al quale fanno capo ben 34.905 imprese ambulanti, il 18 per cento del totale.

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