Solidarietà contro gli sprechi

A Gaggi, Graniti, Moio Alcantara, Savoca, Francavilla e Cesarò, il progetto è già attivo e vede dieci ragazzi al lavoro per gestire i rapporti tra aziende produttrici e persone bisognose. Gli obiettivi del presidente

MESSINA. Aiutare giovani con difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro, favorire i commercianti a smaltire i cibi in eccedenza e dare il sostentamento necessario alle famiglia che si trovano in condizioni di povertà assoluta: un circolo perfetto in cui tutti ottengono dei benefici e anche l’ambiente guadagna in salute.

È questo il progetto non proprio innovativo ma senza dubbio utilissimo promosso dall’associazione “Penelope” guidata da Giuseppe Bucolo.

“Abbiamo presentato un progetto e siamo riusciti a metterlo in pratica” dichiara il presidente dell’associazione “Adesso abbiamo un anno di tempo per farlo diventare una routine, non solo nei sei paesi che attualmente hanno dato disponibilità”.

A Gaggi, Graniti, Moio Alcantara, Savoca, Francavilla e Cesarò il progetto è già attivo e vede la partecipazione di cinque ragazzi e cinque ragazze che si occupano di gestire i rapporti tra le aziende produttrici e le famiglie bisognose individuate dai servizi sociali dei singoli comuni.

Alcuni dei ragazzi, assunti dalla cooperativa “Cuore Matto”, presieduta da Concetta Restuccia, hanno dei disagi psichici che rendono difficoltoso il loro inserimento nel mondo del lavoro ma attraverso questo progetto avranno la possibilità di iniziare un processo di integrazione.

“Vogliamo fare in modo che in quest’anno di sperimentazione le amministrazioni si rendono conto di quanto vantaggioso sia il nostro modello. Abbiamo già coinvolto dieci aziende ma contiamo di avere la partecipazione di altri supermercati e ristoranti, ma anche mense aziendali e scolastiche insieme a quelle dei poveri. A mancare è soprattutto la cultura dell’anti-spreco, molti non sanno che possono aiutare altri persone con i loro scarti, possono risparmiare in tasse, e anche le amministrazioni guadagnerebbero sul conferimento in discarica” chiarisce Bucolo “se ci fosse una volontà politica seria il “Tao Social Market” potrebbe diventare un sistema virtuoso in tutto il paese”.

Intanto è già operativo il ciclo che prevede la distribuzione diretta alle famiglie del cibo già cotto e pronto per l’uso. Il resto delle derrate alimentari invece vengono prelevate e stoccate in un magazzino e poi ridistribuite in base alle singole esigenze familiari.

“Questo tipo di intervento si pone in modo diverso rispetto alle manovre previste da molti comuni in cui si prevedono contributi una tantum, perché sono continuativi e personalizzati. – Chiarisce Bucolo- Se entro il prossimo anno le amministrazioni comunali si prendessero in carico di questo progetto si metterebbe in campo un ciclo che giova a tutti la popolazione e che permetterebbe inoltre un consistenze risparmio economico.”

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