Street food che passione: boom dei cibi di strada

In Sicilia sono quasi 3.300 le gelaterie, le rosticcerie e gli ambulanti del cibo nate negli ultimi sei anni. E non solo. C’ è pure chi si propone come guida turistica dello street food, organizzando veri e propri tour.

Fonte – Giornale di Sicilia

Cresce la spesa degli italiani per mangiare fuori casa, toccando quota 76 miliardi. E, in particolare, si registra il boom dello street food.

Secondo i dati della Coldiretti, questa tendenza avrebbe contagiato 35 milioni di italiani, con ricadute positive anche sulle aziende artigianali che producono cibo da strada.

Negli ultimi sei anni, secondo la Cgia di Mestre, sono cresciute del 7,2 per cento in tutta Italia. Ma la Sicilia, come confermano dallo stesso centro studi, è la regione col trend maggiormente positivo.

Dati che indicano come cambiano le abitudini alimentari degli italiani, che mangiano sempre di più al ristorante o in esercizi commerciali simili, tanto che la spesa per mangiare fuori casa nel 2015, secondo Coldiretti, è pari a oltre un terzo del totale dei consumi alimentari del valore di quasi 220 miliardi di euro.

La spesa in ristoranti, trattorie, agriturismi, mense, pizzerie o bar negli ultimi dieci anni è aumentata del 28% con gli italiani che sono tornati a mangiare fuori dopo gli anni della crisi segnati da una storica riduzione, anche se sono cambiate profondamente le modalità di consumo.

La diffusione dello street food

Mangiare fuori casa è in alcuni casi una necessità dettata dai ritmi del lavoro ma sempre più spesso è anche un’ occasione di svago che porta a sperimentare nuovi modelli di cucina. «Il successo dello street food – spiega Coldiretti – concilia l’ esigenza del risparmio con la scoperta del territorio e dei suoi prodotti tipici da poter gustare proprio per strada passeggiando».

Così sono quasi 3.300 le gelaterie, le rosticcerie e gli ambulanti del cibo da strada nate negli ultimi sei anni. E non solo.

C’ è pure chi si propone come guida turistica dello street food, organizzando veri e propri tour.

Un’ idea che a Palermo ha sviluppato un giovane laureato in Giurisprudenza, Salvatore Agusta, dando vita a PalermoStreetFood.

Con lui collaborano due guide che curano visite della città, in diverse lin gue (inglese, francese, spagnolo) attraverso i sapori. Così ad ogni luogo viene associata una specialità gastronomica in modo da far conoscere non solo i monumenti, ma anche la tradizione culinaria.

«Durante le nostre visite in ogni luogo si assaggia un cibo diverso spiega Cristiana Maria La Cerva, guida anche lei under 30 e con una laurea in lingue -. Ad esempio, a piazza Marina il pane con le panelle e le crocché, mentre alla Vucciria il panino con la milza. Io sono una guida turistica regionale, ma ho capito che bisognava pensare a qualcosa di nuovo e ho scelto di specializzarmi nel settore della gastronomia».

Eventi con prodotti a chilometro zero

Coldiretti segnala anche la diffusione di casi in cui vengono organizzate serate a tema con prodotti a chilometri zero del territorio o prove di degustazioni su vini territoriali. Il rinnovamento non riguarda solo i bar, ma tocca anche i ristoranti, dove – secondo l’ associazione – «tra le novità si segnalala scelta di molti chef che preparano i propri piatti utilizzando gli ingredienti dell’ orto che si impegnano a coltivare personalmente o con l’ aiuto degli agricoltori».

A Milano la prima sede di «Starbucks» in Italia

Sulla rinnovata tendenza degli italiani a mangiare o a fare un break fuori casa punta anche Starbucks, che approda a Milano. Il colosso americano delle caffetterie annuncia l’ intenzione di aprire il suo primo punto vendite in Italia in partnership con il gruppo Percassi.

«È un sogno lungo 30 anni», ha detto più volte l’amministratore delegato, Howard Schultz, che dopo un viaggio in Italia nel 1980 decise di lanciare la sua start up, che sarebbe diventata una multinazionale del caffè.

Starbucks è entrata in Gran Bretagna nel 1998 e oggi conta su 23.571 negozi in tutto il mondo e ricavi annui per circa 19 miliardi di euro.

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