«Adolescenti perpetui che sfidano ogni limite»

Daniele La Barbera, psichiatra all’Università di Palermo: «Quello delle droghe sintetiche è un mercato sempre più fiorente e aumenta anche il fenomeno dei consumatori precoci che sta raggiungendo livelli drammatici. Le sostanze agiscono in associazione e aumentano l’impulso ad agire delle parti più istintuali, violente, aggressive»

Fonte – Giornale di Sicilia

Ore di dibattiti televisivi durante i quali sciami di adulti dicono la loro in tutti i modi possibili: chi se la prende con la società senza valori, chi dice che certi ragazzi sono solo dei bastardi, chi anela un ritorno alle famiglie di una volta, con poche regole tutte da rispettare a suon di botte.

Questo fanno gli adulti nel vedere una generazione alla deriva, incapace di distinguere il buono dal cattivo, il giusto dallo sbagliato. Un colossale psicodramma collettivo senza esiti. Il nulla più assoluto.

Si è ripetuto con l’omicidio di Roma: tutti a chiederci chi sono questi post adolescenti assassini di un coetaneo, mentre a Verona Pietro Maso, dopo aver massacrato venticinque anni fa i genitori, di nuovo libero, medita di «finire il lavoro» con le sorelle. Il grande buio.

«I due omicidi romani sono ancora adolescenti perché, secondo una definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità, nella società occidentale l’adolescenza si protrae almeno fino ai trent’anni, dati i cambiamenti sociali e culturali attraversati, perché la realizzazione lavorativa è rinviata, perché la stabilità sentimentale arriva in ritardo, perché si è ancora in una fase di costruzione della propria identità e di un profilo normativo adeguato. Insomma, un lungo periodo di transizione, al quale appartengono i ragazzi di Roma. Un momento di “indefinizione”, di sospensione di un progetto di vita».

E proprio questa «indefinizione» può degenerare in comportamenti violenti?

«Certo, e causa una sorta di disidentità, di identità confusa, provvisoria, instabile, priva di punti di riferimento, sulla quale è facile che si installino fattori di rischio comportamentale. Manca la bussola per orientarsi».

I mix alcol droghe sono molto gettonati tra i ragazzi innamorati del rischio.

«L’uso cresce, quello delle droghe sintetiche è un mercato sempre più fiorente, e aumenta anche il fenomeno dei consumatori precoci che sta raggiungendo livelli drammatici. Le sostanze agiscono in associazione e aumentano l’impulso ad agire delle parti più istintuali, violente, aggressive. Il soggetto diventa irascibile, istintuale: l’alcol è un disinibente, la cocaina attiva reazioni emotive, dà senso di onnipotenza».

La dichiarazione degli assassini è da brivido: «Volevamo vedere l’ effetto che fa uccidere».

«È la ricerca dell’extra ordinario, di nuove esperienze, l’ urgenza di superare il limite. Per questo io sostengo, quando parlo con gli educatori, che in fase preventiva bisogna riabituare il ragazzo a gioire dell’ordinario, del quotidiano, della bellezza, della meraviglia. Quando la ricerca di emozioni forti si sposta nell’ ambito del pericolo, il massimo è l’uccisione di un coetaneo».

C’era anche la ricerca di sesso a tre.

«Un altro aspetto di “sforamento”. Non è il desiderio di sperimentare che va represso, perché è tipico dell’ adolescenza, come la trasgressione. Ma deve essere sostenibile. Certi adolescenti non possono trasgredire proprio perché non conoscono il senso del limite, non conoscono la norma, quindi non possono usufruire del beneficio evolutivo che tutti abbiamo tratto da certe forme di ribellione».

Sul banco degli imputati stazionano sempre la famiglia e la scuola?

«Non per colpevolizzare, ma sono quelli i contesti in cui ci si forma e non sono stati in grado di rieditare schemi educativi obsoleti. E quindi si continua a oscillare tra modelli passati e totale mancanza di modelli».

Il danaro è al primo posto tra gli argomenti che i genitori affrontano con i loro figli, mentre i sentimenti occupano l’ultimo. E se un adulto parla solo di quattrini come fa a comunicare con un ragazzo?

«Questo è un altro problema ancora: l’ insistenza su aspetti materiali, sul successo economico e lavorativo mentre la vita per essere piena ha bisogno di riferimenti più esistenziali e meno mercantili. I genitori cercano principalmente meccanismi di protezione e gratificazione, trascurando la dimensione regolativa e normativa. La vita non va consumata ma elaborata e riflettuta».

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