Utilities, con i servizi evoluti gli affari tornano in marcia

Generazione distribuita, rinnovabili, efficienza energetica, customer centricity, offerta digitalizzata, sviluppo di reti locali intelligenti sono alcune proposte nelle quali le società si stanno lanciando. E gli utili aumentano

Fonte – La Repubblica (Affari&Finanza)

Dopo un periodo post-crisi finanziaria che ha portato molte aziende a registrare pesanti perdite, finalmente nel 2015 quasi tutte le utilities italiane ed europee (elettricità, gas, acqua e rifiuti) sono tornate in utile. E le prospettive per il 2016 e il 2017 sono positive.

È quanto emerge dal rapporto dell’Osservatorio Agici sulle società del settore, giunto alla sua XVI edizione e presentato di recente a Milano da Agici Finanza d’Impresa e Accenture.

In particolare, per quanto riguarda il nostro Paese, il rapporto rileva che per le multi utility, dopo un calo degli utili aggregati per due esercizi consecutivi (2013 e 2014), gli stessi cresceranno nuovamente nel 2015 (+350 milioni di euro). Dal biennio 2016-2017 sono previsti inoltre ulteriori risultati in rialzo, fino a superare i valori pre-crisi (750 milioni di euro).

«Il momento difficile delle utilities italiane ed europee sembra essere ormai alle spalle. Una nuova consapevolezza dei cambiamenti di mercato da parte dei manager sta facendo sì che queste imprese finalmente sfruttino opportunità di business enormi ma finora sostanzialmente ignorate», sottolinea Andrea Gilardoni, presidente di Agici e fondatore dell’Osservatorio.

Generazione distribuita, rinnovabili, efficienza energetica, customer-centricity, digitalizzazione dell’offerta, sviluppo di reti locali e intelligenti sono solo alcuni dei servizi in cui le utilities si stanno finalmente lanciando, spesso con successo.

«Gestire questi nuovi business richiedecompetenze innovative, risorse finanziarie e necessariamente una dimensione adeguata — aggiunge Gilardoni — È quindi imperativo, per cogliere ancor di più e ancora meglio le opportunità di business, una rinnovata spinta verso le aggregazioni delle utilities italiane».

Già oggi, osserva il rapporto, più del 75% delle aziende italiane ed europee sta diventando business efficient tagliando i costi. Questa strada, intrapresa dalla maggior parte delle società del gas e dell’elettricità, è ora seguita anche da quelle oil&gas, a causa del crollo dei prezzi del petrolio.

Non solo, il rapporto sottolinea che circa il 50% delle aziende sono impegnate in “ristrutturazioni organizzative radicali” per poter affrontare i cambiamenti di mercato futuri.

In questo senso, sono emblematiche le strategie messe in campo da E.ON e Rwe.

Numeri alla mano: nel 2015 si sono registrati deal per un controvalore pari a 82 miliardi di euro a livello europeo e per 6 miliardi in Italia.

Per quanto riguarda poi gli investimenti complessivi previsti entro il 2019 il rapporto rileva che raggiungono i 658 miliardi di euro. Buona parte dei quali saranno destinati alle rinnovabili e alle attività regolate (reti elettriche e gas).

In merito, Accenture stima che entro il 2020 ci sarà un raddoppio degli impianti cogenerativi di potenza inferiore ai 25MW, la crescita tra il 2,5% e il 5,5% degli altri impianti a fonti rinnovabili, il raddoppio dei prosumer dagli attuali 600.000 e l’incremento significativo della diffusione delle auto elettriche (7 volte al parco attuale).

Nello stesso tempo, un altro dato significativo riguarda la forte espansione geografica delle utilities che sta avvenendo principalmente in Nord America (43%), a causa del declino del mercato europeo. In parallelo, le strategie di marketing delle imprese prese in esame dal rapporto si stanno concentrando sull’estensione dell’offerta: servizi idraulici, riparazioni, efficienza energetica.

Così come le attività di corporate venture capital (Cvc) stanno diventando sempre più importati, tanto che alcune aziende hanno sviluppato proprie unità interne che si occupano di investimenti in nuove tecnologie. Le aziende analizzate hanno stanziato fondi per il Cvc pari a 1,5 miliardi di euro.

Il rapporto si sofferma poi sui rispettivi settori. Il primo a finire sotto la lente d’ingrandimento è quello energetico. Dall’analisi emerge che, dopo un 2014 difficile, gli utili dei grandi gruppi italiani del comparto sono tornati a crescere: Eni ed Enel, infatti, registrano un incremento di 3 miliardi di euro.

E, secondo le stime degli analisti, tale tendenza sembra confermarsi al 2017 (+2 miliardi di euro rispetto al 2015). Anche i gruppi energetici “minori”, dopo un 2013 drammatico (-700 milioni di euro di perdita complessiva) e un 2014 difficile ma in miglioramento, riportano utili positivi lo scorso anno (131 milioni di euro la quota complessiva).

Un trend, quello italiano, che si riscontra anche negli utili delle grandi aziende europee gas&power che passano dai complessivi 17 miliardi di euro nel 2014 a 31 miliardi nel 2015. In particolare, i player oil&gas battono la discesa del prezzo del petrolio: nel 2015 gli utili complessivi ammontano a 70 miliardi di euro contro i 58 miliardi del 2014.

Meno “entusiasmanti” sono invece gli utili registrati nell’ultimo biennio dalle imprese italiane del settore idrico che hanno riportato un lieve calo anche se le performance sono comunque superiori al periodo pre-regolatorio dell’Aeegsi: oltre 100 milioni di utile complessivo contro una media pre-Aeegsi di meno di 50 milioni di euro.

Un risultato, questo, che arriva dopo fortissimo incremento degli utili registrato nel 2013 quando tutte le imprese del comparto li hanno visto triplicare (da 38 milioni di euro a 169 milioni) Infine, le imprese italiane attive nei rifiuti.

In questo caso, i risultati sono purtroppo negativi anche nel 2014 ( -7 milioni di euro), registrando il quarto esercizio consecutivo di perdita. Inoltre, le prospettive per gli anni a venire non sono rosee.

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