L’11 marzo è stato ospite della nota trasmissione televisiva Geo&Geo condotta da Sveva Sagramola e ha proposto una ricetta classica e intramontabile: l’arancina al ragù. E ha anche svelato al pubblico qualche trucco

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Modica – Potremmo definirlo tranquillamente il re delle arancine (o degli arancini che dir si voglia): la sua dedizione e la sua bravura lo hanno portato da Rosolini a Firenze e qui, esportando l’ antica arte del cibo di strada, ha fatto conoscere questa delizia Made in Sicily ai toscani.

Lui è Carmelo Pannocchietti, rosolinese di origine, poi trapiantato a Modica e infine arrivato a Firenze dove ha aperto tre botteghe gastronomiche di grandissimo successo.

L’11 marzo è stato ospite della nota trasmissione televisiva Geo&Geo condotta da Sveva Sagramola e ha proposto una ricetta classica e intramontabile: l’arancina al ragù.

E ha anche svelato al pubblico qualche trucco. Un buon sugo di carne? Basta usare un macinato composto per l’80% di manzo e per il 20% di maiale. Naturalmente, il riso deve essere rigorosamente carnaroli.

Il trucco per la perfetta riuscita di un arancino, svela Pannocchietti, è quello di metterlo a cuocere nel brodo vegetale a freddo, aggiungendo poi lo zafferano direttamente in acqua.

Poi, prima di dare all’arancino la classica forma a conetto, bisogna aspettare che il riso si raffreddi per 24 ore.

I prodotti utilizzati, naturalmente, devono essere rigorosamente siciliani: “Alle botteghe di Firenze facciamo arrivare tutte le materie prime dalla Sicilia”, spiega lo chef.

Poi, per una buona panatura, bisogna prima passare l’ arancina nella farina, poi nell’ uovo e infine nel pangrattato.

La temperatura dell’ olio per una perfetta doratura? Non meno di 140 gradi.

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