Palazzolo, i musei raccontano la Pasqua dal gran tour degli Iblei alla civiltà contadina

Nell’ambito del rilancio della Casa museo “A. Uccello”, per tutto il periodo pasquale – che quest’anno comprende anche con la festa di San Giuseppe – è stata organizzata una esposizione di tutti i caratteristici dolci che ricordano i due eventi religiosi, in Sicilia

Fonte – La Sicilia (ed. Siracusa)

PALAZZOLO. I tre musei, archeologico, dei viaggiatori e di Casa Uccello, per tutto il periodo pasquale (Pasqua e Pasquetta compresi) saranno aperti perché sono state allestite della attività.

L’iniziativa è dell’amministrazione comunale che ha allestito la manifestazione culturale “I musei raccontano la Pasqua in Sicilia”.

Si tratta di far conoscere il territorio in occasione della Santa Pasqua. «L’idea – ha detto l’assessore comunale al Turismo e ai Beni culturali Luca Russo – è quella di raccontare ai visitatori, attraverso le diverse mostre allestite per l’ occasione, i riti e le tradizioni della Pasqua in Sicilia e nello stesso tempo far conoscere la rete museale che il centro ibleo dispone.

Pertanto, i visitatori potranno effettuare il “grand tour” museale del centro ibleo: nella sede di palazzo Cappellani si potranno ammirare i reperti archeologici di Akrai della collezione di Gabriele Judica; nella Casa Uccello potranno osservare il periodo recente della “civiltà contadina”; nel museo dei viaggiatori del Settecento, unico in Sicilia, realizzato dal centro studi Jean Houel, potranno assistere alla mostra fotografica “Viaggio tra i riti della Pasqua in Sicilia”, alla presenza degli alunni della scuola media “V. Messina” e dei relatori Blancato e Pantano».

Un evento culturale unico nel suo genere che, attraverso le foto di Salvo Alibrio, Paolo Gallo e Mauro Peluso, sulle note del maestro Salvo Nieli, guiderà, fino al 4 aprile, i visitatori in un viaggio emozionale alla scoperta dei riti pasquali diffusi in Sicilia.

Nell’ambito del rilancio della Casa museo “A. Uccello”, che si è proposto il nuovo direttore Maria Musumeci, per tutto il periodo pasquale, che quest’anno comprende anche con la festa di San Giuseppe, è stata organizzata una esposizione di tutti i caratteristici dolci che ricordano i due eventi religiosi, in Sicilia.

Nel museo archeologico, inoltre, si potrà ammirare la “La luce dell’ onestà”. Si tratta di una mostra di tesori archeologici provenienti dai sequestri delle Fiamme Gialle, nata dalla sinergia tra la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali e la Guardia di Finanza di Siracusa.

Palazzolo diventa così la prima tappa del percorso itinerante tra i Comuni del territorio siracusano, così come annunciato dalla soprintendente Rosalba Panvini.

La mostra, infatti, era stata già allestita nella sala Caravaggio della Sovrintendenza di Siracusa, riscuotendo un grande successo di pubblico. L’ esposizione racchiude, in un apposito allestimento realizzato al pianterreno del museo archeologico, un centinaio di preziosi reperti archeologici, come monete, ceramiche e vasi, che sono stati sequestrati dalle Fiamme gialle ai tombaroli, in oltre cinquant’anni di attività in difesa del territorio.

Un patrimonio quindi che appartiene a tutti, tesori che una volta recuperati, riacquistano la loro identità, tornano alla luce, recuperano la loro memoria perduta e la loro cultura.

Sarà poi l’occasione per riaffermare il principio della legalità valorizzando quei tesori della Sicilia orientale che altrimenti sarebbero stati dimenticati.

«Siamo onorati – afferma il sindaco Carlo Scibetta – di proporre la mostra “La luce dell’onestà” a conferma della collaborazione avviata da tempo tra il Comune di Palazzolo e la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali e dell’ importanza di continuare a trasmettere ai nostri giovani la cultura della legalità. La mostra arricchisce il patrimonio di reperti della collezione Judica. Inoltre è l’occasione per visitare anche il museo dei Viaggiatori e il museo Antonino Uccello e, per le nuove generazioni, di riscoprire una parte dell’ archeologia della nostra terra».

I reperti esposti erano conservati nei magazzini della Soprintendenza. Mettendoli in mostra si è voluto far emergere il valore dell’ attività di tutela, valorizzando gli oggetti sottratti al mercato antiquario e presentati al pubblico per far capire l’ importanza del proprio patrimonio ricchissimo e di pregio che rischia, una volta sottratto dalle aree archeologiche, di finire al fuori dei confini dell’ Italia.

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