Igm, il pasticciaccio brutto dei rifiuti

L’impresa minaccia di ricorrere al Tar dopo l’apertura delle buste all’Urega che ha visto un ribasso del 10,50 per cento della concorrente “Ambiente 2.0”. Cronistoria di un appalto in chiaroscuro. Che spacca anche la politica

SIRACUSA. L’Igm, società della famiglia Quercioli, dopo più di mezzo secolo esce di scena dalla gestione della raccolta rifiuti e minaccia di ricorre al Tar.

Il 18 marzo, all’Urega di Siracusa, sono state aperte le buste con le offerte nell’ambito della gara d’appalto per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani di Siracusa.

Delle due aziende in gara, ad aggiudicarsi il primo round della corsa è stata l’associazione temporanea d’impresa, “Ambiente 2.0”, formata dalla società Aimeri di Milano e dalla Tech Servizi di Floridia, di proprietà di Barbara La Bella e del fratello Christian.

Quest’ultima per la cronaca era l’unica azienda ad avere i titoli tra i partecipanti alle operazioni preliminari per la gara d’appalto del trasporto del percolato che aveva superato il limite di guardia a causa delle piogge della discarica dei rifiuti del capoluogo di contrada Cardona; gara ritirata dal comune di Siracusa per la vistosa discrepanza scoperta dopo la pubblicazione su un sito Web.

Dando seguito alle sollecitazioni urgenti dei tecnici, il Comune di Siracusa aveva individuato sei imprese con le caratteristiche e i titoli tecnici di riferimento: Igm di Siracusa, Isea di Catania, Tech Servizi di Siracusa, la Trade Eco Service di Palermo, la Ecoin di Porto Empedocle e la BM Service di Reggio Calabria.

L’importo impegnato era di 36 mila euro per un periodo massimo di sei mesi con la possibilità di anticipare il termine nell’ambito della provvista della somma di cui alla gara e riferita al percolato trattato. Ma non sono mancate polemiche e frecciate contro l’amministrazione comunale.

I termini della gara

Ritornando alla gara della raccolta dei rifiuti, il consorzio Ambiente 2.0 ha praticato un ribasso del 10,50% mentre l’Igm ha presentato uno sconto del 6,50% sulla base d’asta. E proprio la storica azienda siracusana, che sta gestendo in regime di proroga l’appalto d’igiene urbana da diversi anni, ha annunciato il ricorso al Tar, ritenendo anomalo il ribasso praticato dall’Ati Ambiente 2.0.

L’appalto ammonta a 128 milioni di euro. La nuova gestione dovrà garantire lo svolgimento del servizio per sette anni. All’inizio erano state presentate tre offerte ma, in corso d’opera e per via di approfondimenti e verifiche, l’associazione temporanea d’imprese, formata dalla salernitana Tekra, e dalla Balestrieri, è stata esclusa.

Ma la vicenda è già sotto la forte pressione sia della politica, sia da parte delle maestranze per la preoccupazione indotta per i posti di lavoro a rischio. Ma in questa “storia” occorre registrare due punti oscuri.

La prima riguarda il cambiamento repentino del comportamento della politica dopo la spaccatura interna al Pd siracusano e dall’amministrazione comunale, o meglio, di alcuni amministratori pro-tempore, nei confronti dell’Igm per quel che concerne la proroga dell’appalto, estrapolando alcuni dei servizi che invece erano accorpati nel contratto principe, punti sui quali il Tar ha dato già ragione all’Igm.

Qualcuno poi non era d’accordo con la gara e voleva continuare in regime di proroga per altri due anni; ma l’attenzione mediatica sulle d’inchieste che interessano il palazzo del potere politico siracusano, hanno fatto cambiare il “consiglio” e approntare così la gara d’’appalto, in un clima teso e pieno di tentativi di mediazione, tutti andati a vuoto.

Nei crocicchi dei bar e in alcuni salotti della politica, così come negli ambienti giudiziari, si dava scontata la sconfitta della storica Igm in favore dell’Ati Ambiente 2.0, che poi si è, regolarmente, realizzata.

Ma nella fattispecie appare già lo spettro che apre la strada al doppio ricorso al Tar, già preannunciato dall’Igm.

Le criticità sono emerse subito dopo la pubblicazione del bando di gara, ma lo “spezzatino” dei vari servizi collegati all’igiene urbana, non garantisce nulla, ed anzi apre ancora una volta una vertenza dai toni polemici e dai risvolti giudiziari imprevedibili.

L’apertura delle buste

All’apertura delle buste, erano presenti i rappresentanti dell’Ati Ambiente 2.0, Aimeri-Tech, gli avvocati di Igm Rifiuti Industriali e i responsabili sindacali dei lavoratori. La commissione Urega era formata dall’ingegnere Grasso dell’Urega di Enna, la dottoressa Caligiore del Comune di Siracusa, l’architetto Provino di Palermo, l’ingegnere Vaccaro di Caltanissetta.

Presidente di turno, l’ex Intendente di Finanza di Messina Giuseppe Merlino. Un fatto storico.

Dopo  tredici anni a Siracusa si riunisce una commissione che ha il compito di aprire le buste di una gara d’appalto, mentre appare impossibile che la vecchia e cara Igm che dal dopoguerra in poi gestisce l’appalto dei rifiuti nella città di Archimede, sia stata battuta nella città dove è stata da sempre considerata la “padrona di casa”.

Il presidente Merlino, dopo una cinquantina di minuti dall’inizio delle operazioni dà lettura del punteggio tecnico ottenuto dalle due imprese: l’Ati Ambiente 2.0 accumula un punteggio di 64,1393 su 70 mentre Igm Rifiuti Industriali un punteggio di 61, 5957 su 70.

L’Ati Ambiente 2.0, Aimeri-Tech, offre un ribasso del 10,19%, poi verificato essere del 10,18% sul prezzo posto a base d’asta da 127.909.707,03 al netto dell’Iva, con un’offerta di euro 114.885.039 e oneri aziendali per la sicurezza di euro 154.500.

Nella busta dell’Igm Rifiuti Industriali si legge invece che la società offre un ribasso del 6,51%, poi accertato essere del 6,58% sul prezzo posto a base d’asta al netto dell’Iva con un’offerta pari a euro 119.497.169 e oneri aziendali per la sicurezza di euro 295.029.

In conformità a tutto ciò, per quanto riguarda l’offerta economica, sono assegnati 30 punti all’Ati Ambiente 2.0 e 18, 8365 a IGM.

Quindi, sommando il punteggio tecnico e il punteggio economico, l’Ati Ambiente 2.0 – Aimeri/Tech totalizza un punteggio pari a 94,1393 mentre la società IGM Rifiuti Industriali un punteggio di 80,4316.

Secondo quanto previsto dall’articolo 86 comma 2 del decreto legislativo 163/2006, essendo il punteggio ottenuto dalle due imprese superiori a 4/5 – 80 – del punteggio massimo, 100, 70 offerta tecnica e 30 offerta economica, previsto dal bando di gara, è necessario che la commissione Urega valuti la congruità dell’offerta.

Per questo, il presidente comunica che non può essere aggiudicata la gara e chiederà all’impresa classificatasi prima, di portare, entro venti giorni i giustificativi per verificare la congruenza con quanto offerto, aggiornando la commissione, in seduta riservata, a lunedì 11 aprile 2016.

Il vicepresidente della commissione Grasso, dichiara che i tempi per l’aggiudicazione provvisoria a questo punto si allungano : secondo la legge il procedimento di aggiudicazione può richiedere un intervallo calcolato in circa cinquanta giorni.

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