Ragusa, in porto l’operazione Reset: DDA e Polizia azzerano il clan Ventura

Arrestati i due figli e il genero del boss detenuto Filippo, riconducibili alla cosca Dominate-Carbonaro della ‘Stidda’. Sequestrato un arsenale, le armi sarebbero state utilizzate per compiere tentati omicidi, rapine ed estorsioni. Secondo la relazione annuale della DNA vi è una sorta di coabitazione tra Cosa Nostra e la Stidda nella zona del ragusano e nella provincia iblea

Fonte web

La squadra mobile di Ragusa ed il commissariato di Vittoria hanno messo a segno l’operazione antimafia denominata “Reset” su ordine della Direzione distrettuale antimafia di Catania.

Alle prime ore di oggi, infatti, sono scattate le manette per tre soggetti ritenuti organici alla famiglia mafiosa Ventura, comandata da Filippo Ventura attualmente detenuto. Secondo gli inquirenti con gli arresti di questa mattina è stato messo un punto al clan Ventura, una delle frange più operative della Stidda nel ragusano.

In esecuzione del provvedimento restrittivo del Gip di Catania, che ipotizza il reato di associazione mafiosa, agenti della squadra mobile di Ragusa e del commissariato di Vittoria hanno arrestato i due figli di Ventura, Angelo ‘Elvis’ di 29 anni, e Jerry, di 27, e notificato l’ordinanza in carcere al genero del boss, Marco Di Martino, di 31, già detenuto per altra causa.

Inoltre, la Polizia ha sequestrato anche un vero e proprio arsenale in dotazione al Clan Ventura. Al via tutti gli esami del caso per verificare se ci siano connessioni tra le armi ed alcune vicende riguardanti estorsioni ed avvertimenti.

LA STIDDA A RAGUSA. Secondo la relazione annuale della Direzione nazionale antimafia vi è una sorta di coabitazione tra Cosa Nostra e la Stidda nella zona del ragusano e nella provincia Iblea. La Stidda è sempre stata presente in queste zone potendo contare peraltro su una vasta lista di collaboratori e affiliati .

Da un lato la leadership della Stidda nel vittoriese è oramai riconosciuta in Filippo Ventura, dall’altro quella di Mario Campailla (detto “Mario ‘u checcu” o “Saponetta” e nuovamente tornato in libertà) che, dopo l’arresto di Emanuele Firrisi, ha assunto il comando del riorganizzato gruppo della “Stidda” comisana.

Il terzo leader indiscusso è Francesco Mormina (detto Franco u Trinchiti), che comandava a Scicli e nello sciclitano.

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