Dall’emergenza idrica al rilancio. Pugno duro dell’Amam contro gli allacci abusivi

Un esposto in Procura denuncia che il 20-25% dell’acqua immessa nella condotta idrica finisce nelle case di chi ha un contatore abusivo per un danno da circa 11 milioni di euro all’anno. Dopo l’emergenza idrica l’Amam programma l’efficientamento del servizio attraverso la messa in sicurezza della condotta, il risparmio sulle spese di energia elettrica e la repressione degli allacci abusivi.

Dalla crisi al rilancio

Dopo le critiche piovute in occasione dell’emergenza idrica dello scorso autunno, l’Amam ha lavorato per mesi a uno screening per fare il punto sulle varie problematiche dell’azienda e sulle soluzioni per fronteggiarle. I “nodi” vanno dai circa 80 milioni di crediti ai debiti nei confronti dei fornitori, dalla manutenzione alle perdite della condotta, dalle fonti alternative di approvvigionamento alle spese di energia elettrica, passando per le decine e decine di allacci abusivi esistenti lungo tutta la rete del Fiumefreddo.

Calatabiano e Forza d’Agrò

Dall’incontro a Palermo del prossimo 12 aprile dipenderanno in gran parte le sorti dei lavori già avviati nei due punti più critici dell’acquedotto messinese. Dal tavolo dovranno venire fuori, risposte e, soprattutto, certezze su fondi e tempi per evitare che, alle porte dell’estate, quando le risorse idriche in città si fanno solitamente più carenti, Messina debba ritrovarsi in preda ad una nuova emergenza idrica. Il timore dei vertici dell’Amam è anche quello di incendi, capaci di aggravare le condizioni di dissesto e mettere nuovamente a repentaglio i punti già danneggiati della condotta.

Efficientamento

Intanto la partecipata ha pianificato le modalità di un rilancio e un miglioramento del servizio idrico mappando i punti di perdita della condotta e avviando l’iter per potersi rifornire d’acqua da fonti alternative attraverso la realizzazione di nuovi pozzi.

Crediti, debiti e abusivi

A pesare sono però i circa 80 milioni di euro di crediti vantati soprattutto nei confronti di grossi condomini ed enti locali, ed anche i tantissimi debiti verso fornitori, su tutti l’Enel e l’Eas. In un’azieda che riesce a fatturare soltanto il 50% dell’acqua fornita, perchè un buon 25-30% non viene monetizzato per perdite fisiologiche della condotta, il restante 20-25% è riferito alle decine e decine di allacci abusivi esistenti in città che non permettono all’Amam di poter incassare circa 11 milioni di euro all’anno. Per questo i vertici della partecipata hanno già presentato un esposto in Procura e dal prossimo lunedì procederanno con il distacco della fornitura a due condomini cittadini per arrivare entro la prossima settimana a un totale di 20 contatori sigillati.

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