Regione, nella tabella H il triste destino della cultura in Sicilia

Pronto il bando che assegna tredici milioni di euro. A rischio Brass Group, Fondazione Piccolo e Museo Mandralisca di Cefalù. La cultura? “E’ la trasparenza, bellezza”, dicono soddisfatti all’Ars, la cui presidenza ha elargito contributi a pioggia per sagre e parrocchie di periferia per più di due milioni di euro con criteri di aperta e discutibile discrezionalità.

PALERMO. Un pezzo di Sicilia che si rifà alla cultura e allo sport, dal Museo Mandralisca di Cefalù che custodisce “Il ritratto d’Uomo” di Antonello da Messina, per arrivare all’Autodromo di Pergusa, che ha ospitato il Rally delle Ferrari, è destinato a sparire.

Strutture alimentate per anni dalla “Tabella H”, lo speciale elenco che per anni ha ingrassato associazioni e anche enti sanitari già finanziati da assessorati e ministeri, come il Centro Neurolesi di Messina con contribuiti da cinque milioni di euro l’anno a botta, sono destinate a sparire.

In nome della “trasparenza” amministrativa.

Un disegno politico ben chiaro, da quando la giunta regionale ha dato il via libera al bando per l’assegnazione dei contributi, in tutto una torta da 13 milioni di euro, destinata a enti, fondazioni e associazioni “che non hanno scopo di lucro”.

L’assessorato all’economia deciderà in quale area tematica ripartire i fondi tra cooperazione, edilizia popolare, attività culturali di studio e ricerca, attività turistiche, sportive e della gestione faustica, promozione in campo agro-alimentare, prevenzione sanitaria, disabilità e disagio sociale.

Chi più ne, più ne metta. Di più: gli stessi burocrati dovranno decidere l’ammissibilità “preliminare”, prima di assegnare un punteggio che non dovrà esser inferiore a 70/100.

Un fatto che fa venire i brividi, se si considera che la Fondazione Villa Piccolo chiude i battenti per un burocrate che fa le pulci a 50 centesimi e che il presidente della Fondazione Mandralisca, del museo di Cefalù, il giornalista Franco Nicastro, si è già dimesso per la irreversibile crisi finanziaria della struttura: perde 100mila euro l’anno.

Ma se nei bandi pubblici si inseriscono le voci più disparate che determineranno la chiusura del Brass Group di Palermo o dell’associazione degli Allevatori, altri enti, come l’Elen Keller di Messina o l’Oasi di Troina, hanno corsie politiche privilegiate: le convenzioni.

Servono per aggirare l’ostacolo della burocrazia che esprime i punteggi e che chiede poi il Durc, il documento di regolarità contributiva.

Due pesi e due misure. Insieme ad associazioni parassite dei contributi come Accademie dei Zelanti e centri studi di diritto internazionali, moriranno opere benemerite della Sicilia.

“E’ la trasparenza, bellezza”, dicono soddisfatti all’Ars, la cui presidenza ha elargito contributi a pioggia per sagre e parrocchie di periferia per più di due milioni di euro con criteri di aperta e discutibile discrezionalità.

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