Super School, a lezione d’impresa: formazione e business, un format vincente

Un format per gli istituti superiori e le università già realizzato in varie scuole di Sicilia e Calabria che ha portato alla nascita di quasi 100 idee. Con qualcuna già pronta al mercato. E un’insegnante d’eccezione: Andrea Giarrizzo

PALERMO. L’obiettivo è quello di permettere ai giovani di collaborare ed investire sulle loro idee, creare il proprio futuro attraverso ecosistemi innovativi.

Per fare ciò si va in aula ad incontrare gli universitari e gli studenti delle scuole superiori, a partire da sedici anni. I ragazzi vengono coì immersi in due giorni tra formazione e sfide sull’apprendimento del mondo delle start-up.

Tutto grazie all’idea di un giovane ennese, Andrea Giarrizzo, che ha messo in piedi il portale “Startup Super School” (www.startupsuperschool. com), un format con la mission di “far nascere agli studenti, il desiderio di creare una startup da una semplice idea”.

In meno di un anno il progetto è entrato in diverse scuole di Sicilia e Calabria, coinvolgendo oltre 700 studenti per quasi un centinaio di idee di cui una decina sono risultate vincenti e si preparano alla sfida del mercato.

Formazione

Il format degli incontri si compone di una giornata dedicata alla formazione dei ragazzi, in cui viene spiegato come cogliere l’idea brillante, come trasformala in progetto imprenditoriale e come affrontare un “pitch”, ovvero il breve discorso di lancio del progetto. Il secondo giorno, invece, è rivolto alla competizione tra le potenziali startup nascenti.

“I ragazzi dovranno individuare il loro team – racconta Giarrizzo – costruire un pitch in un tempo limite di tre ore e presentarlo alla giuria, con tanto di Business Model Canvas”.

Per intenderci uno strumento strategico che utilizza un linguaggio visuale per rappresentare il modo in cui un’azienda dovrebbe creare, distribuire e catturare valore. Ai vincitori della sfida viene data la possibilità di approfondire le conoscenze acquisite seguendo workshop in business, marketing, sviluppo software, design e altri aspetti e visitando acceleratori e incubatori di startup.

Al format, cui è possibile partecipare compilando il form nel sito ufficiale, oltre alle scuole hanno aderito anche enti che hanno inserito Start-up Super School nei propri percorsi di alternanza formazione lavoro per partire dall’anno 2016/17, ma presto verrà replicato anche in Israele e Usa.

Un progetto semplice, ma efficace per i ragazzi, a cui raramente vengono fornite nozioni relative al mondo dell’innovazione e del business creativo grazie al quale, al contrario, Giarrizzo ha fatto esperienza prima negli Usa, poi al Nord Italia lavorando su un progetto fin-tech per un acceleratore di una banca italiana.

Quello che cerca di tramettere agli studenti, il giovane ennese, di Valguarnera Caropepe, infatti, lo ha vissuto sulla propria pelle. E

Era il 2012, quando ancora diciannovenne ed iscritto alla facoltà di Informatica di Catania, progettò è lanciò “YouTube Downloader”, un’applicazione gratuita per scaricare su cellulari e tablet Android i video da YouTube.

L’App

Nell’arco di pochi giorni l’app era già in prima posizione tra le gratuite nella classifica del Samsung Apps di quasi tutti gli stati del mondo, tra cui Italia, Stati Uniti, India e Giappone, tanto da aggiudicarsi un premio di centomila dollari vincendo il concorso internazionale “Samsung Smart App Challenge 2012”.

Ma il successo durò altrettanto poco, dai titoli sensazionalistici si passò all’accusa di illegalità dell’applicazione, tanto da portare Giarrizzo a rimuovere dallo Store la sua creatura dopo due settimane e circa 1,5 milioni di download.

“Avevo diciannove anni, non ho retto la pressione. Il top è stato quando alcuni giornali hanno titolato degli articoli riferendosi a me come “Il nuovo Steve Jobs da Caropepe” – racconta il giovane – adesso ci rido su, ma i fatti si sono sviluppati in modo abbastanza traumatico”.

Adesso ama trasferire le sue competenze agli studenti mentre studia per laurearsi e continuando a collaborare con Samsung, il gruppo di sviluppatori di Google, e diversi ecosistemi imprenditoriali nel mondo.

Perché sintetizza con un motto: “Se vuoi avere successo è necessario prima fallire!”.

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