Assenteismo al Comune di Acireale, concluse le indagini della Procura di Catania con l’ipotesi di truffa e falso: sono scattati 15 avvisi di licenziamento per altrettanti dipendenti. È arrivata dunque a un punto fermo l’inchiesta partita nel febbraio scorso con gli arresti ai domiciliari per tre persone e l’obbligo di firma per altri 12

Quindici dipendenti licenziati al Comune di Acireale per assenteismo. Per diventare esecutivi, i provvedimenti devono essere firmati, come atto dovuto, del dirigente incaricato per le comunicazioni alle strutture interessate come la Tesoreria e l’Inps.

Per i dipendenti licenziati l’ipotesi di reato è di truffa e falso, la Procura di Catania ha depositato nei loro confronti l’avviso di conclusione indagine.

Secondo gli investigatori, coordinati dai sostituti procuratori Pasquale Pacifico e Marco Bisogni è emerso che diversi dipendenti ‘strisciavano’ il badge al posto dei colleghi: scene filmate da una telecamera che gli inquirenti hanno piazzato di fronte al dispositivo di lettura magnetica dei tesserini.

In questo modo i dipendenti coinvolti nell’inchiesta risultavano al lavoro anche se assenti con la connivenza dei loro colleghi.

L’inchiesta era partita nel febbraio scorso con gli arresti ai domiciliari per tre persone e l’obbligo di firma per altri 12: il Comune di Acireale, che si è costituito come parte lesa nell’inchiesta con l’avvocato Enzo Mellia, aveva peraltro disposto “l’immediata sospensione d’ufficio dal servizio” per i quindici dipendenti responsabili del raggiro.

«Sarà compito della commissione disciplinare procedere immediatamente nei confronti dei soggetti interessati dalle misure restrittive – si legge in una nota diramata dal comune di Acireale a febbraio – non ci sono dubbi, e d’altronde non potrebbero essercene sul fatto che anche dal punto di vista etico chi ha sbagliato deve pagare».

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