Per il Teatro Stabile di Catania è arrivata la resa dei conti e i risultati dell’ispezione voluta dall’assessore regionale Anthony Barbagallo parlano di un deficit di 13 milioni di euro e di un disavanzo patrimoniale di 7. Si è pertanto dimesso il presidente Salvatore La Rosa, dopo un colloquio con il sindaco Bianco e lo stesso assessore. L’ipotesi commissariamento

A svelare la pessima situazione nella quale versa – dal punto di vista ecomomico-finanziario – il Teatro Stabile di Catania sono stati gli ispettori inviati da Palermo dall’assessore regionale Anthony Barbagallo: un deficit di 13 milioni di euro e di un disavanzo patrimoniale di 7 lasciano pochi spazi a dubbi ed interpretazioni.

Tant’è che il presidente Salvatore La Rosa, un esperto di economia, ha subito deciso di rassegnare le dimissioni: è durato in carica sei mesi ed era subentrato nella carica al giornalista Nino Milazzo.

Nel corso di una conferenza stampa, La Rosa ha ricordato di aver parlato in più occasioni «dell’urgente piano di risanamento per il Teatro attraverso l’adozione di misure radicali. Ma quello che è successo in questi ultimi due giorni è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, il mio senso di responsabilità mi impone di correre seriamente ai ripari per il bene di tutti, soprattutto del teatro Stabile che merita il meglio».

Dopo aver parlato con il sindaco Enzo Bianco e l’assessore Barbagallo, La Rosa ha rimesso il suo incarico mettendo in evidenza che «solo una gestione commissariale può avere la forza di adottare tutti i provvedimenti necessari al risanamento dell’Ente, in questa situazione può intervenire solo un commissario straordinario perché dotato di poteri che una gestione ordinaria non può avere».

E l’ipotesi-commissariamento del resto sembra raccogliere già consensi tra coloro i quali dovranno decidere le sorti dell’Ente e del suo risanamento: non è escluso peraltro l’azzeramento del consiglio di amministrazione.

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