Da Palermo parte la rivoluzione Makerizi, un brand partecipato dedicato alla stampa tridimensionale. Una piattaforma di social commerce che si propone di attrarre e far emergere i migliori talenti dando visibilità ai loro progetti e abilitandone la produzione e la commercializzazione

PALERMO. La stampa in tridimensionale non è più il futuro ma il presente su cui investire. Lo hanno ben chiaro designer, architetti o i nuovi artigiani creativi che si sperimentano nella progettazione al computer ottenendo forme ed accessori impensabili prima dell’avvento del 3D.

È nata da questa consapevolezza una nuova start up siciliana che ha come obiettivo principale quello di raccogliere e mettere in rete le idee creative attraverso una piattaforma dedicata al design che è stata denominata “Makerizi.com”.

A sviluppare il progetto sono stati Claudio Romano, architetto, esperto in modellazione 3D e fabbricazione digitale, Luca Rizzuto, esperto in comunicazione e progettazione grafica, Michele Anzalone, architetto e dottorando di ricerca in architettura, arti e pianificazione presso l’Università di Palermo. Insieme hanno fondato “Sprawl Design Industries”, start up incubata presso il Consorzio Arca.

“Nel 2014 la nostra idea imprenditoriale – spiega Anzalone – ha vinto il bando Culturability, indetto dalla Fondazione Unipolis, ricevendo un finanziamento a fondo perduto per l’avvio dell’impresa. Il progetto nasce dalle nostre competenze nel campo della fabbricazione digitale e dall’osservazione del mercato del lavoro”.

Makerizi si propone di dare visibilità a designers emergenti, dando vita ai loro progetti ed abilitandone la produzione e la commercializzazione. La piattaforma è anche una community che favorisce la creazione di reti, conversazione e mercati innovativi tra designers e clienti appassionati al mondo della progettazione architettonica.

Non si tratta quindi di un semplice sito dedicato all’e-commerce, ma di un progetto di più ampio respiro che permette di conoscere il designer che ha immaginato e progettato il prodotto e informarsi sulla storia che lo ha ispirato e sulle caratteristiche funzionali ed estetiche.

“Oggi un designer che vuole farsi conoscere e immettere sul mercato un nuovo prodotto, deve effettuare – continua Anzalone – un investimento iniziale elevato. Noi abbiamo pensato ad una soluzione per rimuovere queste barriere.

Con la stampa 3D non è necessario infatti sostenere i costi per la realizzazione di uno stampo per la produzione in serie e non è necessario realizzare un numero minimo di prodotti. Sulla nostra piattaforma il prodotto viene realizzato in stampa 3D su richiesta solo se è stato effettuato un ordine. Inoltre l’integrazione tra stampa 3D, commercio online e social media consente di instaurare un rapporto diretto tra utenti finali e designers accorciando la distanza fra chi sviluppa il prodotto, chi lo produce e chi lo acquista”.

L’iniziativa siciliana si è ispirata ad altri sistemi di interazione già ampiamente diffusi nel mondo della progettazione tridimensionale, primo tra tutti “thingiverse.com”, il sito di riferimento per trovare disegni 3D open source, ovvero disponibili liberi da diritti, a patto di sottostare ad alcune regole di base come la citazione della fonte e l’uso non commerciale del prodotto finito. Su thingiverse c’è un po’ di tutto, dato che è stata la prima community internazionale dedicata alla stampa tridimensionale.

Concettualmente però il progetto nato in Sicilia è diverso. Un nuovo aiuto, dunque, per provare a rivitalizzare l’artigianato in chiave moderna, strizzando l’occhio all’ecologia grazie a queste stampanti in grado di ottimizzare i materiali, riciclando materie plastiche o bioplastiche a beneficio dell’ambiente e riuscendo ad ottenere prodotti impossibili da realizzare a mano o con qualunque altra tecnologia.

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