Dal fronte dem, un’idea “istituzionale”: proporre a Piero Grasso, presidente del Senato, la sua candidatura alla Presidenza della Regione Sicilia. Pare che l’ex magistrato abbia chiesto tempo per pensarci, una risposta che è stata interpretata come un mezzo “sì, perché no?”

MESSINA. I frequenti litigi tra l’ala Renziana e Crocetta, la folla di candidati in “pectore” che già scendono in campo sull’altro fronte, da Musumeci a Cancelleri, hanno fatto partorire ai maggiorenti del Pd isolano una idea “istituzionale”: proporre a Piero Grasso, presidente del Senato, la sua candidatura alla Presidenza della Regione Sicilia.

Preoccupati dalla decisione di Rosario Crocetta di non mollare e andare allo scontro aperto con Davide Faraone, il progetto tenuto sottotraccia fino a qualche tempo fa ha ripreso a un tratto vigore.

E pare che Grasso abbia chiesto tempo per pensarci, una risposta che è stata interpretata come un mezzo “sì, perché no?”.

Il Pd in Sicilia ha tre anime: quella di Antonello Cracolici, quella di Faraone, che ormai interviene su tutto, e quella outsider di Crocetta che a muso duro ha detto a chiare lettere di avere sopportato le bizze dei partiti e che se continuano ancora gli attacchi di Faraone, lui scioglie le righe e va verso il sesto governo Crocetta, “quello del presidente”.

Una ipotesi che ha gettato nel panico, non solo il segretario Fausto Raciti. Torna così lo spettro del primo Crocetta. Quello che nominava scienziati, segretarie e artisti senza consultare nessun partito.

Un freno per Miccichè

Ma la soluzione Grasso, servirebbe a “frenare” anche le intemperanze di Gianfranco Miccichè, che dopo un pranzo a Roma con l’ex nemico Angelino Alfano, appeso al cappio dell’Italicum da fare modificare a Renzi, si è visto candidare dal coordinatore di Forza Italia a Palazzo d’Orleans.

Così il “pressing” su Grasso, ritenuto per lungo tempo asso nella manica, si è fatto più insistente.

Originario di Licata, il presidente del Senato conosce bene i problemi della Sicilia e sarebbe l’unico antidoto ritenuto utile per frenare le intemperanze di Rosario Crocetta, che ripete in giro di “essere amico personale di Grasso”.

Un rapporto nato quando l’ex magistrato, che ha diretto la procura di Palermo, ha anche seguito alcune delle vicende di mafia denunciate dall’ex sindaco di Gela.

Così mentre il centrodestra si coagula attorno al progetto di Lorenzo Cesa, da sinistra, dopo avere portato a Palazzo d’Orleans il sindaco antimafia di Gela, si risponde con l’ex procuratore antimafia di Palermo.

L’unico ritenuto in grado di far fare un passo avanti alle politiche di sviluppo e uno indietro alla folla di candidati – presidenti che cresce giorno dopo giorno.

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