Quattro sindacalisti diffidati dal mettere piede all’ufficio turni, pena la denuncia penale. È il provvedimento notificato al direttore amministrativo del Consorzio Autostrade Siciliane dall’ispettorato provinciale del lavoro. È un fatto senza precedenti nella storia dell’ente

MESSINA. Quattro sindacalisti diffidati dal mettere piede all’ufficio turni, pena la denuncia penale. È il provvedimento notificato al direttore amministrativo del Cas dall’ispettorato provinciale del lavoro.

La “sanzione”, che non ha precedenti nella storia del Consorzio Autostrade Siciliane, è stata adottata dall’ispettore Francesco Mangano e colpisce il vicesindaco Pd di Alì Terme, Pietro Caminiti e altri tre sindacalisti della Uil, impegnati nel settore trasporti, Vincenzo Aricò, Vittorio Costanzo e Riccardo Franchetti.

Nella contestazione, adottata ai sensi della legge Brunetta sulle incompatibilità, ora rafforzata anche dalle previsioni della legge Madia, l’ufficio del Lavoro ravvisa che nonostante i richiami degli anni passati, i sindacalisti-dipendenti continuano a condizionare con la loro inopportuna presenza la formazione dei turni e dei carichi di lavoro, che hanno determinato un braccio di ferro tra ufficio del lavoro e ispettorato, ente che ha già chiesto danni erariali al Consorzio per l’iperbolica cifra di otto milioni di euro “per uso indiscriminato e ingiustificato di ore di lavoro straordinario”.

La denuncia per abuso

Ma nonostante le multe e il tavolo aperto all’Ispettorato, le pratiche disinvolte, ad avviso dell’Ispettorato, sarebbero continuate. Una denuncia per abuso d’ufficio sta per partire anche per gli ex commissari dell’ente: per un periodo a guidare le sorti dell’ente fu la dirigente regionale Anna Rosa Corsello.

L’indagine che ad ampio spettro ha investito le turnazioni, ha fatto luce su una serie di anomalie, frutto di accordi con la componente sindacale, dell’ente: a usufruire di ore di straordinario, fino a 400 ore, funzionari di vari dipartimenti, la cui attività si protraeva oltre i limiti consentiti dal contratto applicato senza apparente giustificazione operativa.

Un mercato delle ore straordinarie gestito a fronte di una pianta organica ancora tutta da potenziare.

Tra i dipendenti intanto cresce la tensione, per un ente ormai considerato allo sbando amministrativo: una petizione con la richiesta di fare nascere al più presto la società mista con l’Anas sta raccogliendo decine di firme tra i dipendenti.

Ma a pesare come un macigno sulla possibile intesa caldegiata anche dal direttore generale Salvatore Pirrone è la mancata rendicontazione delle somme forfettarie dovute dalla Regione Sicilia all’Anas per i lavori rendicontati nell’isola, che ostacolano lo sblocco di cinquecento milioni di euro destinati alla Viabilità dell’Isola.

Share: