Sanità, Crocetta: «Il piano va rivisto». I dem infuriati contro il Ncd: «O si lotta o si governa»

Non piace a nessuno la riorganizzazione della sanità regionale. Non ai componenti del gruppo parlamentare del Pd che ieri hanno avuto un lunghissimo incontro con l’assessore alla Salute, Baldo Gucciardi. Non al presidente Crocetta, per il quale «il piano va rivisto». Per non parlare dei sindaci e degli amministratori di mezza Isola, i quali sono sul piede di guerra.

Non piace a nessuno la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale.

Non ai componenti del gruppo parlamentare del Pd che ieri hanno avuto un lunghissimo incontro con l’assessore alla Salute, Baldo Gucciardi. Non al presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, per il quale «il piano va rivisto».

Per non parlare dei sindaci e degli amministratori di mezza Isola, i quali sono sul piede di guerra.

Da Roberto Materia, sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, una città da quasi 50.000 abitanti che rischia di vedersi chiudere l’indispensabile Pronto Soccorso, a Rosario Lapunzina, sindaco di Cefalù, il quale ha ricevuto il sostegno del deputato regionale del Nuovo Centrodestra, Pietro Alongi.

Proprio il comportamento dei parlamentari del partito di Alfano sembra avere suscitato le ire dei democrat: l’accusa, nemmeno velata, è quella di doppiogiochismo.

Anche le proteste di Pino Firrarello – uomo di punta del Ncd con alle spalle quattro legislature al Senato – sulla situazione dell’ospedale di Bronte (città della quale peraltro è stato sindaco per dieci anni) e del sottosegretario Simona Vicari contro la nuova normativa in tema di sanità sono apparse fuori luogo.

Del resto, il ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, è del Nuovo Centrodestra. Delle due l’una, pensano quelli del Pd e anche Crocetta: o si protesta tutti o si lavora al miglioramento del piano anche coinvolgendo il governo nazionale.

«Non è possibile – avrebbe detto un deputato Pd – che Ncd, così come era già successo per i punti nascita, salvi le proprie strutture mentre il Pd riceve solo gli insulti dai sindaci. Non si può protestare nel proprio territorio contro lo stesso esecutivo di cui si fa parte. Non si può essere costantemente di lotta e di governo. Questa vicenda adesso la risolva Roma».

Altra contraddizione emersa durante il summit Pd-Gucciardi: nei giorni scorsi, Beppe Picciolo (Pdr-Sicilia Futura) ha scritto a Renzi chiedendogli di esaminare la questione-tagli e di non applicare in tutte le sue parti il decreto Balduzzi in relazione alla Sicilia. Ci si è chiesto come mai il piano sia già sulle scrivanie del Ministero competente ancora prima che la commissione sanità lo abbia approvato.

E poi: tagli e accorpamenti decisi dall’assessorato servirebbero ad effettuare nuove assunzioni. Delle quali, però, non v’è alcuna traccia, da nessuna parte. Con Crocetta che quasi decide di “giustificare” Gucciardi: «Gucciardi in questo momento – ha aggiunto Crocetta – è tra l’incudine e il martello. Tra le rappresentanze dei territori che vorrebbero che nulla venisse toccato, e il ministro Lorenzin che invece sembra voler toccare tutto. Dobbiamo trovare una soluzione tra questi due estremi».

Share:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial