Amministratori giudiziari, il profumo dei soldi della discarica Oikos

Quale è il giusto compenso per gli amministratori giudiziari? È un problema che si sono posti i legali della Oikos, la discarica di Motta Sant’Anastasia dove va a scaricare rifiuti Messinambiente per Messina e Taormina. Farsi certe domande è normale, se un commissario guadagna 25.000 euro e i suoi assistenti ne portano a casa 45.000. Al mese, s’intende.

CATANIA. Ma quale è il giusto compenso per gli amministratori giudiziari? È un problema che si sono posti i legali della Oikos, la discarica di Motta Sant’Anastasia dove va a scaricare rifiuti Messinambiente per Messina e Taormina. Ma più che “Valanghe d’Inverno” la discarica potrebbe essere chiamata “Valanghe di soldi”.

Al centro di tutto c’è la contestata decisione del prefetto di Catania, Maria Guia Federico, che ha imposto alla Oikos della famiglia Proto, società colpita da interdittiva antimafia, una gestione commissariale…tutta carrozzata in platino, considerata la passione del commissario della discarica, l’ex prefetto di Messina Stefano Scammacca, per le auto d’epoca.

Stefano Scammacca, prefetto in quiescenza, per prestare i suoi servizi si è visto riconoscere dalla sua ex sottoposta, il prefetto di Catania, un compenso di 25mila euro mensili.

Poca cosa rispetto alle somme riconosciute ad altri professionisti: il commercialista Maurizio Cassarino e l’ingegnere Riccardo Tenti che affiancano nel delicato incarico l’ex prefetto di Messina e aggiungono alle loro mansioni anche la gestione della società che gestisce la raccolta dei rifiuti a Catania.

Risultato: Cassarino e Tenti hanno emolumenti per 45mila euro mensili. Sì, avete letto bene: 45mila euro al mese.

A testa. Cui vanno aggiunti, “a piè di lista”, i rimborsi spesa. A un generale dei carabinieri in pensione, che va a Catania due volte al mese, sono stati poi riconosciuti novemila euro mensili.

Ricorso al Tar

Una situazione, che i legali della Oikos, giudicano ora allarmante per la continuità aziendale: in diciotto mesi per la gestione commissariale Oikos ha sostenuto costi per un milione mezzo di euro.

Una cifra esorbitante per la quale gli avvocati, dopo un primo diniego del Tar etneo, hanno deciso di fare ricorso al Tar del Lazio, chiedendo indietro la somma di seicentomila euro e ponendo ai giudici amministrativi un quesito amletico: perché ogni componente commissario incaricato a Catania guadagna 300mila euro annui, mentre i gestori della discarica Bellolampo di Palermo, la più grande della Sicilia Occidentale, guadagnano appena 15mila euro annui?

Sulla delicata materia ha già chiesto lumi al governo il sottosegretario Beretta, (Pd), vedendosi confermare con qualche imbarazzo ministeriale le cifre stellari.

In mancanza di un tetto massimo di compenso per gli amministratori giudiziari, che non è fissato per legge, l’Anac, l’autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, ha dato come linea guida quella di attenersi a un protocollo di intesa sottoscritto dal Tribunale di Roma con l’Ordine dei Commercialisti Laziali, nel quale si fissano tabelle retributive-standard, lontane, miglia…ia di euro, dalla “Valanghe” etnee.

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