FAI, edizione numero 25 delle Giornate di Primavera: in Sicilia appuntamenti imperdibili

Palazzo Pantelleria a Palermo, la Tonnara del Secco a San Vito lo Capo, il Bacino di Carenaggio a Messina: sono alcuni dei luoghi che il Fondo Ambiente Italiano ha scelto per celebrare l’edizione numero 25 delle Giornate di Primavera. Giulia Maria Crespi, preidente onoraria del FAI: «Bisogna rifare la riforma della scuola e dare importanza alla cultura e all’arte».

Fonte web

Le Giornate di primavera del Fondo Ambiente Italiano compiono 25 anni e festeggiano con l’apertura straordinaria, il 25 e il 26 marzo, di ben 1000 siti in 400 località. A fare il bilancio in una conferenza stampa a Palazzo Chigi il presidente del FAI Andrea Carandini: «In questo quarto di secolo contiamo 10 mila luoghi aperti in 4300 città, oltre 9 milioni di visitatori, 115 mila volontari e 210 mila giovani apprendisti e aspiranti Ciceroni».

«È una bellissima occasione e un onore poter essere ospiti del lancio di queste giornate di primavera, di cui ricorre il venticinquesimo anniversario. Credo che il segreto di questo successo sia abbastanza semplice: l’idea che associa scoperta e partecipazione. La scoperta del fatto che l’Italia è davvero un Paese straordinario dal punto di vista delle risorse culturali e del paesaggio e la partecipazione, che poi – come ci ricordava qualcuno – significa libertà». Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni citando Giorgio Gaber.

«Mai avrei pensato 25 anni fa che la mia idea di creare queste giornate, nata mentre ero seduta su una roccia in Sardegna, leggendo un libro sulle bellezze d’Italia, che ne avrei parlato 25 anni dopo a Palazzo Chigi ma la vita è piena di misteri e di miracoli» ha spiegato molto commossa la presidente onoraria del Fai Giulia Maria Crespi.

La Crespi rivolge anche un appello al premier per lavorare sui giovani e la scuola: «Bisogna rifare la riforma della scuola e dare importanza alla cultura e all’arte. Ci vuole un piano estremamente serio sul turismo fatto anche a livello internazionale in modo che si riesca a ovviare al problema dei grandi gruppi che si riversano nei centri storici della città d’arte e che il turista capisca che, anche fermandosi in un solo posto – ha concluso la Crespi – oppure camminando o passeggiando, può vedere meraviglie d’arte, della natura e del paesaggio».

Gli appuntamenti FAI in Sicilia

PALERMO

Per le Giornate FAI di Primavera 2017 il FAI propone a Palermo una passeggiata nell’antico quartiere della Loggia, o Mandamento Castellammare, che nel corso della storia della città ha avuto un importante ruolo economico e sociale.

Il percorso prenderà l’avvio dalla Caserma Cangialosi, oggi sede della Guardia di Finanza ma un tempo Convento di Santa Cita, che preserva al suo interno non solo preziose testimonianze archeologiche ma soprattutto la memoria della presenza del magistrato Antonino Caponnetto, al vertice del pool antimafia in un momento molto difficile per Palermo; si proseguirà poi verso la Chiesa di San Giorgio dei Genovesi, il Conservatorio Vincenzo Bellini, che quest’anno celebra i 400 anni dalla fondazione, e Palazzo Pantelleria, che vanta una bella ottocentesca arricchita da balconi settecenteschi, un piano nobile con saloni splendidamente affrescati e un’alcova rococò e un cortile caratterizzato da un secolare Ficus magnoloides.

Nelle antiche scuderie, dagli anni Sessanta, la Fabbrica di argento di Antonino Amato, situata nell’antico Quadrilatero dell’Argenteria, perpetua saperi di tecniche orafe con cesello della tradizione più autentica. E ancora visite alla Chiesa di Sant’Eligio, dove gli argentieri punzonavano davanti al quadro della Vergine, e alla Chiesa di Sant’Eulalia dei Catalani, oggi sconsacrata e di proprietà dello Stato spagnolo nonché sede dell’Istituto Cervantes di Palermo, che risale al XV secolo e appartenne alla folta rappresentanza di mercanti catalani che si era stabilita in città a partire dal XIII secolo. Al termine dell’itinerario il Palazzo della Banca d’Italiadove gli studenti dell’Istituto Regina Margherita terranno un concerto.

Apertura sabato 25 marzo e domenica 26, dalle ore 10 alle 17.

MESSINA

La Lanterna del Montorsoli, come anche la Real Cittadella e il Forte del SS. Salvatore, sorge sulla penisola di San Raineri (detta anche Zona Falcata) che prende il nome dall’eremita che anticamente, di notte, segnalava ai naviganti mediante fuochi la presenza della terraferma.

La sua costruzione fu commissionata dal Senato messinese allo scultore toscano fra Giovannangelo Montorsoli nel 1547: l’idea del manufatto scaturì da due diverse urgenze, ovvero l’esigenza di dotare l’imboccatura del porto di una guida per i naviganti e quella dei regnanti ispanici di creare una postazione di controllo dello stretto in sostituzione della preesistente torre medievale situata nello stesso sito.

La finalità militare verrà accentuata successivamente con la costruzione di bastionature accessorie da parte dell’esercito francese, durante la rivolta antispagnola. La struttura della lanterna possiede spesse mura, predisposte per resistere anche a bombardamenti, interamente ricoperte da bugnato.

Sulla parte superiore dell’edificio si erge una costruzione di forma ottagonale, rifatta nell’800, che racchiude la Lanterna vera e propria. Già in epoca normanna era confermata l’esistenza di una torre sulla penisoletta di San Ranieri.

Fino all’inizio del XIX secolo la lanterna fu di proprietà del Comune, che grazie alla gabella del Faro manteneva un custode che provvedeva alla manutenzione della torre e pagava di tasca propria la luce notturna.

Il 15 luglio del 1857 la lanterna di Messina passò sotto il controllo dei Borboni e poi, nel 1911, sotto il Servizio Fari della Marina Regia. Il luogo è normalmente chiuso al pubblico perché si trova in zona militare.

Bacino di Carenaggio

Le origini dell’Arsenale risalgono al 1860. Con l’avvento delle navi in ferro con propulsione a vapore per la Marina Mercantile il comune di Messina affidò al Genio Civile la costruzione di un bacino di carenaggio in muratura.

Nel 1932 passò definitivamente alle dipendenze dell’allora Regia Marina, al termine della gestione privata esercitata dal Consorzio cittadino. Dopo la seconda Guerra Mondiale, per il bacino emerse un’indilazionabile necessità dato che la lunghezza di 104 metri non era sufficiente per mettere a secco le Unità tipo Liberty, per le quali era necessario eseguire lo sfilamento degli alberi portaeliche.

Pertanto, negli anni 1950/51 si diede inizio ai lavori di prolungamento e allargamento del bacino.

Realizzato, grazie a rilevanti investimenti fatti dalla Regione Siciliana rappresenta, con il suo impianto industriale, uno fra i più grandi complessi navalmeccanici dell’intero Mediterraneo.

Qui, grazie alle importanti attrezzature presenti e soprattutto perché dotato di un bacino di carenaggio da 70.000 tonnelate è possibile effettuare costruzioni navali, riparazioni, trasformazioni e manutenzioni di qualsiasi tipologia.

Apertura sabato 25 marzo e domenica 26, dalle ore 9.30 alle 17.

SAN VITO LO CAPO

Tonnara del Secco

La Tonnara del Secco, così chiamata perché in prossimità di una zona marina dal fondale basso, entrò in funzione nel 1412 in seguito all’autorizzazione alla pesca del tonno da parte di Ferdinando di Borbone.

Nel 1872 fu acquistata da Vito Foderà: il complesso venne ingrandito e venne costruito lo stabilimento per la lavorazione dei tonni, che consentì l’incremento dell’attività. Dopo la sua morte il complesso visse un periodo di declino, passò ad alcuni affittuari e nel 1929 venne rilevata dai fratelli Plaja, che furono costretti a chiudere nel 1965 in seguito a un calo produttivo.

Oggi la tonnara – composta da edifici in pietra estesi in lunghezza sulla spiaggia efamosaper essere stata set di serie tv come Il commissario Montalbano e Cefalonia – è un bene vincolato per la sua notevole importanza, ma è attualmente soggetta a liquidazione e abbandonata.

La comunità locale, che vorrebbe vederla recuperata e valorizzata, l’ha fatto votare all’8°censimento del FAI I Luoghi del Cuore, in cui si è posizionata al 7° posto con 28.373 preferenze.

In occasione delle Giornate FAI sarà visitabile in via straordinaria.

Apertura: sabato 25 marzo, ore 10.30 – 17; domenica 26, ore 10.30 – 18

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