Castroreale, di malasanità si muore. Per malagiustizia si è dimenticati: il triste caso di Giuseppe Torre

Li chiamano i «servitori dello Stato», quasi sempre in coincidenza con un evento spiacevole: sono i componenti delle Forze dell’Ordine, ma anche quelli della Magistratura, i quali si battono ogni giorno per preservare la legalità nel nostro Paese. Tra loro c’era Giuseppe Torre, sottufficiale della Guardia di Finanza, morto dopo un intervento all’apparenza «comodo» effettuato al Policlinico di Messina. Da quattro anni i suoi familiari attendono invano che si faccia chiarezza sulle cause del suo decesso.

Li chiamano i «servitori dello Stato», quasi sempre in coincidenza con un evento spiacevole: sono i componenti delle Forze dell’Ordine, ma anche quelli della Magistratura, i quali si battono ogni giorno per preservare la legalità nel nostro Paese.

Tra loro c’era Giuseppe Torre, sottufficiale della Guardia di Finanza, morto dopo un intervento all’apparenza «comodo» effettuato al Policlinico di Messina.

Da quattro anni i suoi familiari attendono invano che si faccia chiarezza sulle cause del suo decesso. Con qualche semplificazione, si potrebbe affermare che un caso di malasanità ne ha generato uno di malagiustizia: «Il rischio è quello – ha affermato a 100Nove il fratello Carmelo anche lui appartenente alle Fiamme Gialle – che l’intera vicenda giudiziaria si risolva con un nulla di fatto».

Se non dovessero intervenire atti interruttivi, infatti, la prescrizione arriverebbe puntuale il 5 marzo 2019; un anno dopo, invece se si potesse arrivare alla conclusione delle indagini e all’eventuale richiesta di rinvio a giudizio dei responsabili.

Troppi ritardi, troppa inefficienza in relazione a un caso che ha per protagonista un uomo che come ricorda con una punta di amarezza il fratello – «è stato assente per malattia solo in tre giorni lungo la sua carriera»; un uomo che ha onorato la divisa che portava e se n’è andato troppo presto, in circostanze tutte da chiarire.

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