No hotspot, attacco ad Accorinti e proteste: la visita di Salvini a Messina

MESSINA. Aspre polemiche sono state sollevate da reti studentesche, dall’assessore all’ambiente Ialacqua e dalle forze politiche anti-salviniane che hanno preso dure posizioni contro il leader della Lega Nord e i suoi sostenitori meridionali. L’ospite ha preferito sottrarsi al dialogo con i contestatori, barricandosi dietro una fila compatta di forze dell’ordine, ferrei controlli in tutti i luoghi visitati e rapidi spostamenti.

Al suo arrivo all’ex caserma Gasparro di Bisconte, il deputato leghista è stato accolto da un piccolo gruppo di sostenitori, riuniti sotto il nome di “Noi con Salvini – Messina”. In questo frangente Salvini ha rilasciato le sue prime dichiarazioni, preludio al suo più ampio intervento al Palazzo della Cultura Antonello da Messina, concedendosi solo per pochi minuti alle telecamere e ai microfoni del circo mediatico.

Categoriche le critiche alle politiche umanitarie di accoglienza dei migranti: “Non deve più sbarcare un solo invasore perché ci stiamo portando la guerra in casa. L’accoglienza possibile è zero”, ribadendo ancora che “Un’immigrazione fuori controllo toglie i diritti ai lavoratori, da nord a sud”.

La breve intervista all’ex caserma di Bisconte concentra l’attenzione sulla necessità di investimenti nel Meridione, puntando soprattutto sull’ammodernamento delle infrastrutture.

“La Sicilia – afferma Salvini – potrebbe essere la capitale mondiale del turismo, invece della discarica di clandestini che qualcuno sta organizzando. Per le infrastrutture: la ferrovia. Prima di tutto vorrei che chi viaggia in treno in Sicilia possa farlo senza metterci dieci ore per andare da Trapani a Ragusa.”

Una volta posta la domanda sull’annosa questione del Ponte sullo Stretto, Salvini sembra non prendere una posizione personale effettiva, rimettendo la responsabilità di dirimere questa matassa di pro e contro agli stessi cittadini: “Devono decidere i Siciliani, per me autonomia è questo”.

I sostenitori “Noi con Salvini – Messina” all’ex caserma Gasparro di Bisconte

Con lo spostamento di Salvini dall’ex caserma Bisconte al Palacultura della città metropolitana, non è tardato l’arrivo dei controllori all’ingresso del Palacultura, per filtrare gli accessi alla struttura (concessi ai giornalisti e ai simpatizzanti), e delle forze dell’ordine che hanno vigilato sullo svolgimento delle proteste, organizzate da reti studentesche e da cittadini.

Per gli studenti si è mobilitata la Rete Studentesca dedita a lotte della categoria, che ha riunito per l’occasione i movimenti di Rete della Conoscenza, Link, Studenti Indipendenti Universitari e Unione degli Studenti liceali. Enrica Stroscio, una delle rappresentanti del movimento, ha espresso le motivazioni dell’organizzazione della protesta: “La presenza di Salvini in una città del Sud, parte dell’Italia che lui stesso ha molto criticato, non ci sembra coerente con le scelte finora prese dal leader della Lega. È una scelta controproducente dal punto di vista formativo della coscienza di noi giovani meridionali. Vogliamo far capire che la sua visione delle cose non corrispondono a verità e che il suo esempio non rappresenta un modello da imitare, visti i suoi messaggi che veicolano odio, xenofobia e razzismo.” Continua dicendo che “La protesta si è limitata a far sentire la nostra voce e a sollevare il nostro dissenso con la manifestazione all’ingresso di Via XXIV Maggio, dato che Salvini è entrato direttamente nel Pala Antonello, sottraendosi ad ogni occasione di incontro e confronto”.

Il dispiegamento delle Forze dell’Ordine davanti al Palacultura

A rincarare la dose delle critiche rivolte al leader leghista è intervenuto l’assessore all’ambiente di Messina Daniele Ialacqua, che ha dichiarato di aver preso parte alla manifestazione contro Salvini per inviare un forte segnale contro “Le strumentalizzazioni che questa presenza ha manifestato, riguardo le disgrazie e le sofferenze di tanta gente, travisando le motivazioni che hanno spinto il nostro gruppo a dare parere negativo riguardo l’istituzione dell’hotspot per l’accoglienza dei migranti nella ex caserma di Bisconte. Il parere condiviso con Salvini, sulla contrarietà alla creazione di un hotspot, è frutto di considerazioni molto diverse rispetto a quelle maturate dall’onorevole. Noi siamo a favore dell’accoglienza, e per noi l’hotspot corrisponde a una violazione della dignità umana dei migranti. Salvini invece è latore di messaggi di odio ed esclusione e si dichiara contrario all’hotspot, ma solo come supporto alle sue posizioni di chiusura all’aiuto dei migranti che giungono sulle nostre coste”.

Ultimo punto dei motivi di opposizione a Salvini da parte dell’Assessore sono stati gli insulti lanciati nei confronti del Sud. L’assessore ha dichiarato di non accettare le scuse del deputato a posteriori, che considera meri strumenti politici per recuperare un bacino di voti anche in Sicilia.

Da quanto emerso dalla visita di Salvini a Messina, un discreto numero di suoi sostenitori ha formato il già citato movimento “Noi con Salvini – Messina”, destinatario dell’amarezza espressa dall’assessore, che non comprende le motivazioni di tale ravvicinamento tra elettori meridionali e “un partito che ha sempre postulato l’arricchimento di una specifica zona d’Italia, a fronte del programmatico abbandono a sé stesse di altre aree”.

Al fianco del movimento Cambiamo Messina dal Basso (CMDB) è intervenuta Sinistra Italiana, rappresentata per l’occasione dalla sua Segretaria Provinciale Alessandra Minniti, che ha ribadito l’inopportunità della presenza di Salvini, sia a causa della sua “proverbiale discriminazione nei confronti dei cittadini meridionali sia per le promesse disattese che la Lega Nord ha fatto al Sud, che si sono dimostrate parole vuote, promesse squisitamente elettorali”. La Minniti ha anche ipotizzato che il sorgere di forze a favore di Salvini in Sicilia corrisponda a una strumentalizzazione, da parte di questi suoi sostenitori, della figura del leader della Lega Nord, un mezzo per risaltare nello scenario politico cittadino e siciliano.

Nel corso del suo intervento al Palazzo della Cultura, alla presenza dei soli giornalisti e simpatizzanti, Salvini ha articolato le precedenti dichiarazioni rilasciate durante la visita all’ex caserma di Bisconte, non lesinando aspre critiche sulle politiche di accoglienze promosse dal Sindaco della città metropolitana Renato Accorinti, rivolgendosi a lui con il messaggio di pensare ad una soluzione per il problema idrico che affligge i cittadini messinesi, anziché pensare a risolvere i problemi legati all’immigrazione.

“Abbraccio e ringrazio voi, che avete trovato quest’oretta di tempo per uscire di casa. Saluto e abbraccio i ragazzi che sono là fuori, che hanno riempito un pomeriggio vuoto che altrimenti sarebbe stato destinato ad altre occupazioni.”, il saluto finale di Salvini, accompagnato da risposte dal pubblico che, testualmente, hanno affermato: “Alla droga!”, “Al nulla!”.

“E ci vediamo presto – continua Salvini – per restituire a Messina un Sindaco che sia il Sindaco dei messinesi e non degli invasori.”

Promessa di speranza o velata minaccia?

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