Bruschetta messo a “La Prova”

L’ultimo esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti il commissario straordinario dell’Ente Teatro di Messina l’ha inviato l’undici aprile scorso e vede come protagonista un attore che ha scritto un libro come “attore non protagonista”, Antonino, detto “Ninni” Bruschetta.

Nella sua nota ai magistrati, Jervolino chiede di verificare se non ricorrano “eventuali profili di responsabilità” penale o anche di danno erariale per il progetto di formazione del film “La Prova”, costato 80mila euro “senza nessun ritorno economico per l’ente Teatro”, nel quale Bruschetta ricopre contemporaneamente il ruolo di direttore artistico della prosa e di regista dello stesso film…”Amleto”. E questo l’ultimo atto di un lungo braccio di ferro, non solo amministrativo, che ha investito l’Ente teatro di Messina dopo le clamorose dimissioni del consiglio d’amministrazione che hanno determinato la nomina di un commissario da parte della Regione.

Tre punti affidati dall’assessore Anthony Barbagallo all’ex revisore dei conti Salvatore Jervolino, nominato per tre mesi commissario: rivedere lo Statuto dell’ente, riformare la nuova pianta organica e rinegoziare il contratto di lavoro dei dipendenti. Un lavoro del quale il sette aprile scorso, Jervolino ha relazionato
all’assessore al Turismo, nel quale non ha mancato di rilevare alcune criticità riscontrate nel “riportare- scrive nella sua articolata nota arrivata in via Notarbartolo- di avere in qualche modo faticato a ricondurre a profili di legittimità le procedure adottate. Dalle trasparenza degli atti amministrativi,
tutti pubblicati sul sito dell’ente, alle politiche di spending review: sono stati rescissi i contratti a titolo oneroso con i direttori artistici Ninni Bruschetta e Giovanni Renzo e sono state avviati procedure pubbliche per la selezione di
direttori a titolo gratuito.

Stesse procedure di trasparenza per gli appalti e gli incarichi di consulenza fiscale: evidenza pubblica, secondo i dettami della Consip o del Mepa. E poi ricognizioni sui fitti passivi per eliminare vistose aree di spreco e rimodulazione
dei costi di produzione: “I Siciliani”, lo spettacolo del quale è stato proposto l’acquisto a 44mila euro e che vedeva recitare anche l’ex presidente dell’ente Maurizio Puglisi, è stato tagliato a 30mila euro. “Sempre tanti- si lascia scappare con un ironico sorriso Salvatore Jervolino- se è vero che il botteghino poi non ha
incassato più di 500 euro”.

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