Opere incompiute, il record nazionale è della Sicilia

PALERMO. La Sicilia “guida la classifica nazionale per regioni, delle opere incompiute. Sono ben 149 sul totale nazionale di 838. In pratica, il 17,5% del totale Italia”. A renderlo noto è il segretario regionale della Cisl Mimmo Milazzo nel corso del suo intervento, a Palermo, al XII congresso regionale del sindacato sul tema “Il lavoro, le persone, la comunità in cerca di futuro“.

Complessivamente “il valore delle incompiute siciliane è di quasi 500 milioni di euro mentre ne servirebbero altri 213 almeno per avviare il completamento, ma” aggiunge “questa cifra è destinata a lievitare di anno in anno, se non si riparte”. E non è difficile comprendere che il rilancio dell’economia passa per lo sblocco di queste attività. Per quanto riguardo la rete stradale dell’isola, secondo il segretario della Cisl, “servirebbe un soggetto unico per la gestione di tutte le tratte siciliane“. La nuova società, che curerebbe 700 chilometri di autostrade, “sarebbe più efficace ed efficiente dell’attuale situazione di competenze diffuse“. A dover avere la maggioranza delle quote (51%) e la guida industriale, secondo Milazzo, dovrebbe essere l’Anas. “Alla Regione dovrebbe restare l’indirizzo strategico degli investimenti“. Per questo il sindacato invita l’Ars “a riesaminare in fretta il tema e a dare un risposta alla questione”. Sul fronte delle infrastrutture ferroviarie invece, secondo la Cisl, “delle 24 principali opere programmate per la Sicilia, solo quattro risultano ultimate e cinque sono in corso d’opera“.

Insomma, “siamo a mare” sbotta Milazzo. Perché i tempi previsti per il completamento vanno dal 2020 al 2025. Così, “ci toccherà aspettare anni e anni per avere una rete ferroviaria degna di questo nome”. E non è certo una bella prospettiva se si pensa che la Sicilia ha solo 180 chilometri di linee a doppio binario su un totale di 1.379 e che il 41,9% del binario non è elettrificato. Inoltre, tra le tratte in attesa c’è la Palermo-Messina–Catania, inserita fra le infrastrutture strategiche del Paese e per la quale si prevede l’assegnazione di 8,9 miliardi per “qualcosa che dovrebbe avvicinarci all’alta velocità“.

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Antonio Domenico Bonaccorso

Giornalista pubblicista. Mi occupo di Rassegne Stampa, Monitoraggio Video&New Media, scrivo per 100Nove. Esperto in Comunicazione Pubblica. Ho troppe passioni, dalla Musica (bassista) al Teatro

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