Debiti con i fornitori: le aziende siciliane sono le più ritardatarie

Le aziende siciliane non pagano. E quelle che si decidono a saldare i debiti con i fornitori, lo fanno con grave ritardo. Questo è quanto emerge dal dossier realizzato da Cribis, la società del Gruppo Crif, specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese siciliane nel primo trimestre 2017.
Il dato è sconcertante: solo il 19,5% delle aziende siciliane ha corrisposto, puntualmente, quanto pattuito. La percentuale è circa la metà della media nazionale che si attesta sul 35,6% e risulta addirittura inferiore a quella del resto del Mezzogiorno (23,2%). Confrontando i dati delle singole province, emerge come Ragusa sia la più puntuale della Regione con una percentuale di pagamenti virtuosi pari al 21,9%, seguita da Trapani (20,7%), Caltanissetta (20,6%), Catania (20,3%), Agrigento (19,1%), Palermo (18,9%), Enna (18,7%), Siracusa (18,1%). Fanalino di coda, manco a dirlo, è Messina con il suo 17,9%.
I ritardatari si dividono in un 58,4% che ha regolato i conti con un ritardo fino a 30 giorni dai termini concordati, e in un 21,7% che sfora la mensilità. In quest’ultima percentuale sono racchiusi anche i cosiddetti “ritardi gravi”, raddoppiati nell’arco di 7 anni (sono passati dall’ 11,1% del 2010 all’ attuale 22,7%). C’è però un dato che fa ben sperare: nell’ultimo anno i pagamenti puntuali sono cresciuti del 4,3% e i ritardi gravi sono scesi del 13,5%.
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