Vaccinazioni in Sicilia? Bisogna accelerare. Parola di ministra

MESSINA.Uno dei problemi della Sicilia è quello dell’obbligatorietà dei vaccini perché è andata giù nei parametri che aveva raggiunto per i livelli essenziali di assistenza andando sotto 160 punti proprio per le vaccinazioni obbligatorie che per il morbillo“. Con queste parole la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, ieri a Messina, ha puntato l’attenzione sul “caso” vaccini. “Questa è una emergenza che mette a rischio la salute di una intera collettività, oltre che dei bambini siciliani“. Tiene banco, infatti, in queste settimane l’introduzione dell’obbligo vaccinale a scuola come argine al fenomeno.

DATI ALLARMANTI. Secondo gli ultimi dati del ministero della Salute, in questi primi mesi del 2017 si sono registrati molti più casi di morbillo di quelli segnalati in tutto il 2016. Dall’inizio dell’anno, infatti, sono stati registrati 1.473 casi di morbillo, a fronte degli 886 registrati l’anno precedente. Una impennata di oltre il 230 per cento, rispetto ai 220 casi registrati lo scorso anno nello stesso periodo. Casi di contagio sono stati segnalati in tutta Italia, ma il 92 per cento di tutti i contagi proviene da sole sette regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia. Più della metà rientra nella fascia di età che va dai 15 ai 39 anni. In particolare, la maggior parte dei malati aveva più di 15 anni. E dato certamente più importante è che l’88 per cento delle persone contagiate non era vaccinato.

MESSINA IN CODA. Il dirigente del servizio Igiene pubblica dell’assessorato regionale alla Salute, Mario Palermo, ha recentemente spiegato come a fare abbassare la media siciliana delle vaccinazione contro il morbillo siano soprattutto i dati di Messina (69%), Catania (76%) e Siracusa (78,8%). “Evidentemente in queste realtà si deve fare di più per aumentare il numero della copertura vaccinale” ha sottolineato il dirigente regionale. Nelle altre province, al contrario, le percentuali sono più elevate: Agrigento 87,2%, Caltanissetta 84%, Enna 90,8%, Palermo 85,7%, Ragusa 84,9% e Trapani 83,7%. Anche se comunque si è ancora lontani dalla copertura di sicurezza del 95%. In crescita le vaccinazioni esavalenti (poliomielite, difterite, tetano, pertosse, epatite B, Hib) che in Sicilia sono passate dal 92,6% del 2015 al 93,95 per cento del 2016.

PER GLI USA SIAMO A RISCHIO. L’incremento dei casi di morbillo ha “classificato” l’Italia come paese a rischio per gli Stati Uniti di Donald Trump, dallo scorso anno totalmente morbillo free. I responsabili americani delle sanità pubbliche restano infatti in guardia per i casi, quasi esclusivamente importati dall’estero, che hanno fatto scattare anche negli ultimi anni piccoli focolai epidemici. Per questo motivo l’Italia è entrata nell’elenco dei Paesi “a rischio salute” per gli americani che intendono viaggiare all’estero. “In questo momento noi e i romeni siamo in epidemia e gli americani, liberi dal morbillo da qualche tempo, fanno bene a considerarci paese a rischio. In America è stata fatta una campagna importantissima mirata all’eradicazione. In Europa ci siamo noi, gli austriaci, i tedeschi, i francesi che lo teniamo bello circolante“, ha ammonito Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.

CORRETTA INFORMAZIONE. Ma quali sono le paure infondate ed i reali rischi da vaccinazione? A provare a fare chiarezza è arrivato l’opuscolo “Domande e risposte sui vaccini“, presentato il mese scorso presso l’Istituto superiore di sanità e realizzato dalla Simg (Società italiana di medicina generale e delle cure primarie), in collaborazione con Cittadinanzattiva, disponibile online e presso tutti gli ambulatori dei medici di famiglia. Sull’opuscolo si può leggere come i vaccini, in quanto farmaci, possono essere accompagnati da effetti collaterali tra cui reazioni banali come febbre e irritabilità, e molto raramente si possono osservare reazioni allergiche gravi (shock anafilattico), che in genere si manifestano immediatamente o entro pochi minuti dalla vaccinazione e che
possono essere risolte; dopo la vaccinazione, infatti, è sufficiente rimanere per 15 minuti nella sala d’attesa, ogni ambulatorio vaccinale è attrezzato a
fare fronte a tali rarissime situazioni.

Ed ancora, si apprende dall’opuscolo che affinché il cittadino possa avere un quadro dettagliato dell’argomento, esiste in ogni Usl un servizio di farmacovigilanza che raccoglie tutte le segnalazioni fatte da operatori sanitari sulla manifestazione di eventi avversi durante la somministrazione di qualsiasi farmaco, compresi i vaccini. Ogni cittadino può, dunque, richiedere al personale sanitario informazioni oppure consultare il sito dell’agenzia del farmaco all’indirizzo: www.agenziafarmaco.gov.it.

Share:

Antonio Domenico Bonaccorso

Giornalista pubblicista. Mi occupo di Rassegne Stampa, Monitoraggio Video&New Media, scrivo per 100Nove. Esperto in Comunicazione Pubblica. Ho troppe passioni, dalla Musica (bassista) al Teatro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial