Traffico marittimo: la Sicilia esclusa dalla Via della Seta

È importante che Xi abbia confermato la loro intenzione di inserire i porti italiani tra quelli sui quali investire, come terminali della via della Seta. La leadership cinese ha dichiarato esplicitamente l’intenzione di investire su Genova e Trieste. Prima Genova, poi Trieste. Non c’è una data ‘X’ ma c’è un impegno. E in un paese come questo quando un presidente prende un impegno è mantenuto“. Così il premier Paolo Gentiloni nella conferenza stampa finale della sua missione a Pechino, che ha sancito l’ingresso dei porti italiani del nord Adriatico nell’imponente traffico marittimo cinese.

E la Sicilia? Completamente esclusa. E dire che il porto “core” europeo di Augusta sarebbe stata la scelta più ovvia vista la sua posizione strategica e frontaliera rispetto al Canale di Suez.

Il governatore Rosario Crocetta ha parlato di una scelta incomprensibile. Forte dei precedenti corteggiamenti della Cina nei confronti della Sicilia, il presidente chiederà al premier di includere nella lista dei possibili porti italiani almeno quello di Augusta. Genova ,infatti, non possiederebbe gli spazi per ospitare al suo interno i container e lo stesso varrebbe per Venezia. Come capienza, potrebbe andar bene Trieste ma, a differenza di Augusta, dista oltre duemila chilometri da Suez. Crocetta adesso accusa il governo di guardare solo al nord e di penalizzare il Meridione tagliandolo fuori dal sistema della grande navigazione. Un errore clamoroso di prospettiva -aggiunge Crocetta- come quello che ha coinvolto i porti di Messina e Milazzo, accorpati a quello di Gioia Tauro, dove tra l’ altro il Comune è stato sciolto per mafia.

Toni duri anche da parte dei deputati M5s durante un’audizione all’Ars: “L’esclusione della Sicilia dalla Via della Seta conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che la Sicilia è stata trattata da questo governo sempre come la periferia dell’ impero, di cui ricordarsi solo per le le tasse, le passerelle e le finte inaugurazioni in prossimità di una scadenza elettorale. E tutto questo con la complicità di un esecutivo regionale senza nerbo e senza nessuna autorevolezza, che ha permesso a Renzi prima, ed ora a Gentiloni, di relegare la nostra isola al rango di colonia, ignorando la sua pozione strategica al centro del Mediterraneo. L’attenzione del premier avrebbe dovuto appuntarsi su Augusta per la sua indiscussa posizione strategica. Se questo non è avvenuto ci saranno motivazioni profonde che noi sconosciamo. Speriamo soltanto che alla base di queste non ci sia quella che vede un’amministrazione 5stelle alla guida di quella città“.

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