Sangue tra le strade di Palermo. Un agguato mafioso in piena regola il giorno prima del 25° anniversario della strage di Capaci. La vittima è Giuseppe Dainotti, boss mafioso 67enne, ucciso a colpi di pistola intorno alle 8, mentre percorreva in bicicletta la via D’Ossuna, a pochi passi dal mercato delle Pulci di via Papireto nel quartiere della Zisa. Dalle prime ricostruzioni, il boss sarebbe stato affiancato da due killer in moto, che gli avrebbero sparato in testa per poi scappare senza lasciare tracce. La polizia è stata allertata da alcuni residenti che hanno sentito i colpi d’arma da fuoco. Sul posto è presente la Scientifica.

Dainotti, considerato elemento di spicco del clan di Porta Nuova e braccio destro del boss Salvatore Cancemi, era riuscito ad ottenere la libertà nel 2014 nonostante fosse stato condannato all’ergastolo per omicidio e per il colpo miliardario al Monte dei Pegni di Palermo del 3 agosto del 1991, durante il quale vennero sottratti 18 miliardi di lire in collane, orecchini, bracciali e anelli. L’eliminazione del boss era stata decretata fin dal momento della sua scarcerazione in quanto considerato un elemento di disturbo, “quello che fa tragedie e va eliminato” come emerso dalle intercettazioni di alcuni mafiosi, successivamente arrestati nel corso di un blitz condotto dal nucleo investigativo dei carabinieri.

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