Il C7 fa tappa a Messina. Obiettivo: il rilancio del Sud

Si abbassa il sipario sul G7 di Taormina, ma Messina resta protagonista. Ieri, nella Sala delle Bandiere del Comune, è andato in scena il C7, la prima conferenza programmatica delle sette città metropolitane del Mezzogiorno. L’obiettivo era quello di stilare un piano di rilancio del Sud da portare all’attenzione del Governo. L’incontro, moderato dal giornalista del Corriere della Sera Nicola Saldutti, è stato aperto dal presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. Al tavolo dei relatori erano presenti anche i sindaci di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, di Catania, Enzo Bianco, di Cosenza, Mario Occhiuto, la segretaria generale dell’Anci, Veronica Nicotra, la coordinatrice nazionale Anci al Comitato delle Regioni, Micaela Fanelli, il direttore mercato e coordinamento operativo della Banca del Mezzogiorno, Mario Torrisi, e il presidente di Confindustria Digitale, Elio Catania. I lavori sono stati chiusi dalla Ministra della P.A., Marianna Madia. Assenti i sindaci di Napoli, Palermo e Cagliari.

La questione meridionale non è più rinviabile. Nel 2016 il Pil pro capite è cresciuto più al Sud che nel resto del Paese, ma solo dopo otto anni di recessione, in cui il divario con il Centro-Nord è cresciuto enormemente. D’altronde il 41% della popolazione italiana è residente nelle Città Metropolitane del Mezzogiorno e questo conferisce loro un potere decisionale non indifferente e le pone al centro del rilancio dell’ intera economia nazionale. Il primo appuntamento della conferenza è stato dedicato alla definizione di una strategia comune nella gestione dei territori e nelle modalità di attuazione dei fondi strutturali. Altri temi cardine sono stati le infrastrutture, l’industria, l’agricoltura, la fragilità del territorio, la valorizzazione del paesaggio, la rigenerazione del tessuto urbano, l’inclusione sociale, la ricerca e l’innovazione, il turismo e la centralità geografica nel Mediterraneo.

Non sono mancate le polemiche. Il discorso del sindaco Accorinti, nelle vesti di padrone di casa, è stato interrotto da alcuni capigruppo consiliari e in particolare dal consigliere Trischitta, che ha ironicamente rivolto i complimenti al sindaco di Catania, Enzo Bianco, per aver fatto gli onori di casa al G7 con le first lady, al contrario di Accorinti, che non ha avanzato proposte. Dopo alcuni attimi di perplessità generale, il primo cittadino messinese ha potuto concludere, ponendo l’accento sulle potenzialità e sulle criticità del Sud Italia. “A sud di Salerno le ferrovie funzionano poco e male. In Sicilia, addirittura, il 30 % è a gasolio e, per arrivare da Messina a Palermo, fa prima Nibali in bicicletta. Questi tempi sono un freno all’economia, al turismo, allo sviluppo. L’aeroporto di Catania è uno dei primi italiani e serve sette province siciliane ma non è servito dalla ferrovia, nonostante sia a pochissima distanza. Faremo una programmazione e, quando la piattaforma sarà completa, ci confronteremo col Governo“.

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