La “cura del ferro” in Sicilia continua. In arrivo una nuova tranche di fondi pubblici per l’ampliamento della rete ferroviaria. Si tratta di 9,8 miliardi di euro per i prossimi anni, messi a disposizione dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, che ha ripartito il fondo di investimento previsto dal comma 140 dell’ ultima legge di Bilancio, che si andranno ad aggiungere ai 18 miliardi già stanziati. Ad annunciarlo il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, in visita a Palermo per fare il punto sullo stato di avanzamento dei cantieri ferroviari.

Le nuove risorse consentiranno di finanziare il raddoppio della Catania-Messina fino a Giampilieri, la prosecuzione fino a Castelbuono della linea Palermo-Messina e l’aggiudicazione del tratto Bicocca-Catenanuova per l’ alta velocità. Poi toccherà alla manutenzione straordinaria per il ripristino della Palermo-Trapani via Milo e alla velocizzazione della Catania-Siracusa fino ad Augusta. In programma anche l’ apertura della tratta fino all’ aeroporto, con il raddoppio della S.Lorenzo-Punta Raisi, previsto per la fine dell’ anno.
Durante il sopralluogo però, il ministro ha dovuto prendere atto dei pesanti ritardi sulla realizzazione dell’Anello ferroviario di Palermo. L’opera che dovrebbe essere giunta al 95% della fase di completamento si trova appena al 15% a causa dello stato di insolvenza in cui versa la Tecnis, l’azienda catanese titolare dei lavori. A tal proposito, i sindacati degli edili hanno approfittato dell presenza del ministro per consegnare una lettera nella quale si chiede l’accelerazione dell’ iter per la nomina del commissario straordinario della Tecnis, senza il quale si rischia il degrado del cantiere.
 Non solo ferrovie. Durante la visita, Delrio ha posto l’accento anche sulla questione autostrade e in particolare sulla fusione tra Anas e Cas, di cui si è detto accanito sostenitore. La creazione di un gruppo industriale forte rappresenterebbe una garanzia per nuovi posti di lavoro, per la certezza dell’ esecuzione delle opere e per il controllo dei pedaggi. Il governo insieme all’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità, Giovanni Pistorio, sta lavorando in questa direzione. Il percorso però risulta accidentato a causa delle perplessità più volte espresse dall’Assemblea regionale siciliana.
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