Piccolo porno antico

Tra Sprazzi d’estro e Luci dall’ombra, il romanzo di esordio di Lucio Cucinotta (Cavinato Editore
International, € 15), la differenza non è data solo dal metodo compositivo: con la sua prima opera narrativa il giovane autore messinese fa un deciso passo in avanti anche sotto il profilo dello stile, segnalandosi quale una delle più valide proposte nel panorama nazionale.

Non si tratta di un giallo-noir – come è stato scritto in Rete – ma di una vera e propria raccolta di suggestioni che riguardano il sesso o meglio: un certo tipo di sesso del quale si occupa di solito la cronaca “nera”, non quella rosa; il vizio, la depravazione guardati dagli occhi dell’artista, come solo Pasolini non aveva paura di fare – forse perché l’autore di Ragazzi di vita ne era in qualche maniera
complice.

È chiaro che Cucinotta non si allontana troppo da se stesso e dalle sue annotazioni “poetiche” (tipiche cioè di colui che fa) che hanno fatto di Sprazzi d’estro una silloge interessante: in Luci dall’ombra i temi vengono sviluppati in maniera coerente, senza lasciare troppo all’immaginazione ma senza mai perdere di vista un certo rigore formale. Vero è che l’autore indulge alla tendenza tutta artistica – in un uomo di teatro non potrebbe essere altrimenti – di descrivere quasi sempre una scena – si vede soprattutto
nei dialoghi che sarebbe facile trasporre con pochissime modifiche in una sceneggiatura – ma l’impianto narrativo c’è ed è valido  (scopri il resto dell’articolo sul settimanale 100Nove Press in edicola o attraverso l’area abbonati).

 

 

Giampaolo Scaglione

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