Blue Whale: nuovo caso nel catanese

“Sei entrata nel Blue Whale“. “Non puoi ritirati”. Erano queste le indicazioni che un 16enne della provincia di Cosenza impartiva ad una sua coetanea catanese. La Polizia postale di Catania, allertata da una testimonianza di una ragazza che ha denunciato la partecipazione di una sua amica alla macabra pratica nata in Russia, è intervenuta contattando la giovane ed i suoi genitori; dall’analisi dello smartphone della ragazza, è emersa una sessione chat, nella quale un utente dava conferma che la minore era entrata nel Blue Whale, affermando “che non poteva più ritirarsi dallo stesso e che l’ultima prova da superare consisteva nel suicidarsi, buttandosi da un edificio alto.”

Gli agenti hanno identificato il giovane cosentino che è stato denunciato per istigazione al suicidio. La polizia ha anche eseguito, su disposizione della Procura per i minorenni, una perquisizione e il sequestro di tutti i dispositivi elettronici, al fine di acquisire ulteriori elementi investigativi e verificare se altri soggetti siano stati adescati. Il 16enne calabrese ha ammesso le sue responsabilità, chiarendo di essere stato reclutato su Instagram. I genitori del giovane sono stati richiamati a monitorare il comportamento del ragazzo in maniera costante e assidua.

Il “Blue Whale” (letteralmente “La balena blu”) è un macabro gioco nato in Russia e legato ai social media, in cui dei ragazzi seguono un percorso, generalmente composto da 50 regole, dettategli da un “curatore” (o “tutor”). L’ultima “prova” è sempre il suicidio. Il Blue Whale ha già portato alla morte di 157 adolescenti in Russia e si sta espandendo a macchia d’olio in tutta Europa, Italia compresa, dove sembra abbia fatto già delle vittime. Per 50 giorni, i ragazzi che decidono di prendervi parte, si praticano dei tagli sugli arti, si alzano alle 4.20 del mattino per guardare video psichedelici e violenti, si incidono “yes” sulla gamba oppure una balena sul braccio. Il 14esimo giorno ci si deve tagliare il labbro ed il sedicesimo bisogna procurarsi un forte dolore. Al 26esimo il tutor, che giorno per giorno prende visione dei “progressi” tramite degli autoscatti, comunica all’adolescente il giorno in cui dovrà morire. Il 50esimo giorno, per completare il gioco, il ragazzo deve suicidarsi: solitamente gettandosi da un palazzo molto alto o sdraiandosi sui binari in attesa dell’arrivo del treno. Al momento della morte, è necessario che siano presenti altri minorenni per documentare l’accaduto.

Per cercare di contrastare il fenomeno, stamattina nella Sala conferenze della Questura di Catania, si è svolta la presentazione di alcune linee guida per la prevenzione del fenomeno del cosiddetto Blue Whale, elaborate della Polizia di Stato, dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catania e dall’Asp etnea.

 

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