Dighe a secco: la Sicilia a rischio emergenza idrica

La Sicilia è a secco. Con l’arrivo dell’estate, l’emergenza idrica è dietro l’angolo. Le riserve stanno per esaurirsi visto che da febbraio le precipitazioni sono praticamente scomparse. L’Osservatorio delle acque della Regione ha messo in evidenza come nelle 23 dighe siciliane, il dato di accumulo si attesti su 461,98 milioni di metri cubi d’ acqua, ovvero il 15% in meno rispetto all’anno precedente (537,28 milioni): quasi 80 milioni di metri cubi in meno. E resta da quantificare ancora il mese di maggio, dove le precipitazioni sono state pari a zero.

Si parla di cali del 500% rispetto alla media del periodo, destinati a peggiorare visto che nella stagione calda, di norma, non si prevedono grandi piogge. I bacini idrici potrebbero essere risanati da una serie di temporali eccezionali ma difficili da prevedere. L’ assessore regionale all’Energia, Vania Contrafatto, assicura che la situazione è sotto controllo e che non ci sarà alcuna emergenza. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha dichiarato che i lavori di rinnovo delle condotte guaste sono già in fase avanzata. In ogni caso, all’assessorato è stato costituito un tavolo tecnico per predisporre un piano di razionalizzazione dell’ acqua.

Nel mese di gennaio, come anche in quello di dicembre, le precipitazioni sono state abbondanti tanto da creare difficoltà alle operazioni di semina dei cereali. Da febbraio le piogge si sono dimezzate rispetto alla media del periodo, specialmente nelle aree interne della Piana di Catania, di Gela e delle zone intorno a Cefalù e Corleone. A marzo il nulla: all’asciutto le aree del basso Ennese e del basso Nisseno, la Piana di Catania e le aree intorno a Pachino, Acate, Butera, Naso, Racalmuto, Marsala, Mazara, Corleone e Caccamo. Ad aprile è stata registrata una lieve ripresa ma niente di rilevante. A maggio si è configurata la stessa situazione di marzo: a secco gran parte dell’ Agrigentino, del Palermitano e il Trapanese. E’ stato necessario anticipare l’ irrigazione degli agrumeti, iniziando a consumare anticipatamente le riserve idriche.

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