Un’emergenza perenne. Il ministero dell’Ambiente ha rinnovato la proroga alla Regione per la gestione “straordinaria” del sistema dei rifiuti, disimpegnandosi, come accaduto l’anno scorso, da una grana che dovrebbe gestire in prima persona.

A complicare le cose ci ha pensato il governatore Rosario Crocetta che ha apposto la firma sul provvedimento con un giorno di ritardo. Ma a 24 ore di stallo corrisponde almeno una settimana di emergenza, soprattutto in città come Messina, dove la società di raccolta è costantemente con il sacchetto…alla gola. Per una volta, però, le responsabilità non sono imputabili alla Messinambiente. Circa un anno fa, il ministero dell’Ambiente aveva intimato all’Ars di approvare, entro il 15 giugno, la riforma del settore. L’assemblea però ha fatto orecchie da mercante: la legge è impantanata come anche gli ambiti territoriali di dimensione ultraprovinciale. Di quei famosi 5 mini termovalorizzatori (capaci di smaltire ciascuno 150 tonnellate di rifiuti al giorno) non c’è traccia. Degli impianti di gassificazione o di inertizzazione (l’ultima trovata del governatore) sono rimasti solo gli annunci.

La nuova deroga, valida fino al prossimo 30 novembre, prevede la conferma dei regimi di autorizzazione
dell’attività straordinaria alla Sicula trasporti e alla Oikos, nelle quali lo smaltimento dovrà essere
preceduto dal trattamento dei rifiuti. Discariche a pieno regime quindi ma con un’attenzione
particolare al potenziamento della raccolta differenziata, come confermato dalle parole dell’assessore
regionale ai Rifiuti, Vania Contrafatto. I segnali sono positivi, visto che la media regionale è
passata dal 9% all’attuale 21%: la speranza è di arrivare, entro la fine del 2017, al 30%. A tal proposito, sono in fase di completamento i bandi per i nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti differenziati e della frazione umida. Ma da qui a pensare di trasformare la Sicilia nella Svezia dove solo l’0,1% dei rifiuti finisce in discarica ce ne passa. E’ stato anche accantonato uno strumento che poteva rivelarsi efficace: la legge che prevedeva sanzioni per i Comuni incapaci di raggiungere livelli accettabili di raccolta differenziata. La norma, una volta inserita in Finanziaria, è stata impugnata dallo Stato. Il governo siciliano intanto, s’è impegnato a presentare con due anni di anticipo, quindi nel 2018 il prossimo
piano rifiuti (l’ulitmo risale al 2015 e l’aggiornamento è previsto ogni 5 anni). Sul rispetto degli impegni presi continueranno a vigilare l’Arpa, l’Anac e i funzionari del ministero dell’Ambiente  (scopri tutti i retroscena sul settimanale 100Nove Press in edicola o attraverso l’area abbonati).

 
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