Per gli appassionati del calcio a punta di dito sarà un’occasione da non perdere. E infatti, saranno circa
ottanta, al Main Palace Hotel di Roccalumera. Ottanta atleti provenienti da tutto lo Stivale ma anche da Belgio, Francia e Malta. Ottanta giocatori di tutte le età, che si daranno battaglia sui campi verdi del Subbuteo, in occasione dell’International Open “IX Trofeo Città di Messina”.

Il 10 e l’11 giugno, così, Messina e la cittadina ionica saranno per due giorni capitali mondiali del calcio da tavolo, grazie al Messina Table Soccer, il sodalizio peloritano cui la Fistf (Federazione Internazionale di Subbuteo) ha affidato per il secondo anno consecutivo (dopo l’edizione dello scorso anno a Capo Peloro) l’organizzazione della prestigiosa kermesse, quest’anno intitolata alla memoria di Salvatore Giliberto, presidente onorario del Messina TS, recentemente scomparso. Sabato, con inizio alle 10.30, si svolgerà la competizione a squadre, domenica (inizio ora 9.30) quelle individuali (Open. Veteran. Under 19, Under 15, Under 12 e Ladies). L’inizio delle gare, al sabato, verrà preceduto da uno stage tenuto dal campione del mondo e fresco campione d’Italia a squadre Emanuele Licheri, del Reggio Emilia, e dedicato ai ragazzi del settore giovanile del Messina TS (ma non solo). Il programma dell’evento verrà presentato giovedì 8 giugno alle 10.30 durante una conferenza stampa nella sala ovale del Comune di Messina, alla presenza deim responsabili del Messina TS, del Sindaco Renato Accorinti e dell’Assessore
allo Sport Sebastiano Pino. Per tutti gli appassionati di questa disciplina, il torneo di Roccalumera sarà l’occasione per vedere all’opera alcuni tra i giocatori più forti del mondo e anche per far avvicinare al gioco nuove leve. “Il subbuteo ha una funzione didattica molto efficace per i giovanissimi – afferma infatti Cesare Natoli, direttore tecnico del Messina TS – in quanto stimola la concentrazione, la riflessione e il rispetto delle regole e dell’avversario”. “Inoltre – gli fa eco Gianluca Giliberto, presidente del club messinese – coinvolge la destrezza manuale e costituisce, nel suo complesso, un ottimo antidoto all’uso spesso eccessivo e diseducativo dei videogiochi.” Videogiochi che, sicuramente, non conoscevano i primi appassionati del calcio in miniatura. Il subbuteo, infatti, nasce nel secondo dopoguerra da un’intuizione dell’ornito- Momenti di gioco della scorsa edizione logo inglese Peter Adolph, che lo chiamò così in quanto la posizione dell’indice che colpisce la miniatura – riproducente il mini-calciatore, gli ricordava quella del falco lodaiolo (il cui nome scientifico è, appunto, “Subbuteo”)  (scopri tutti i retroscena sul settimanale 100Nove Press in edicola o attraverso l’area abbonati).

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