Taormina FilmFest. Si allarga l’inchiesta

Ma quello per Taormina Film Fest era un bando viziato già all’origine? E’ il quesito al quale sta
lavorando la Procura della Repubblica di Messina, dopo la denuncia presentata da Lino Chiechio,
amministratore di Videobank, la società che in un primo momento si era aggiudicata la gara che ha visto partecipare anche la Agnus Dei di Tiziana Rocca che ha guidato le passate edizioni del Festival. Dai primi riscontri investigativi, il bando per Taormina Film Fest, è stato un… pasticciaccio brutto fin dall’inizio.

Nato per fugare l’assegnazione diretta alla società dalla pierre napoletana, sposata con l’attore Giulio Base, quello del naufragio all’Isola dei Famosi, il bando si è complicato via via: la decisione di partecipare della società Videobank, che si occupa di broadcasting e up-link satellitari e ha avuto il suo momento di massima notorietà internazionale grazie al G7, nel corso del quale ha curato più di 120 postazioni, non era stata prevista all’inizio dal sindaco di Taormina Egidio Giardina e neppure da quello della città metropolitana di Messina Renato Accorinti. Fugate le polemiche insorte con la possibile nomina di un magistrato all’interno della commissione, si è risolto il problema mettendoci dentro un attore-regista, Ninni Bruschetta, e un critico cinematografico, Franco Cicero. Il bando, rivisto più volte a Messina, è stato poi licenziato con l’assenso del sindaco Giardina. Tutto liscio, fino all’incidente telematico: la mail della Agnus Dei, è arrivata con qualche minuto di ritardo. Un fatto sul quale Videobank ha sollecitato una certificazione legale al provider Aruba, per verificare data e invio della mail. La società di hosting di Arezzo ha già fornito agli inquirenti la risposta: gli invii sono ripetuti, la tracciabilità è stata segnata.

IL rifiuto di Videobank a qualsiasi forma di collaborazione, pax che non sarebbe dispiaciuta al segretario generale di Taormina arte Ninni Panzera, ha determinato poi il pronunciamento del Tar di Catania, che ha tagliato la testa al toro e ha decretato che così come scritto il bando andava azzerato e ripetuto.
Risultato: salta la manifestazione Taormina Film Fest. Si farà una manifestazione rabberciata con i fondi, 150mila euro, raschiati da un fondo di bilancio dall’assessore regionale Anthony
Barbagallo. Ma sono i dati spiacevoli che emergono dalle indagini che gettano una nuova luce sul bando: era sì ritagliato per la Agnus Dei, che è sacrificata dal fato sull’altare della “trasparenza” una tendina, sotto la quale è caduta una buccia di banana. E l’indagine rischia di avere un finale a sorpresa.
Più da romanzo giallo, che da Taormina Film Fest.

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