Non è bastato l’intervento e la presenza dell’assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo per sopire le polemiche sottese al Teatro Vittorio Emanuele di Messina. L’assessore, presente il sindaco Renato Accorinti, ha indicato le nuove linee-guida dell’ente Teatro Vittorio e presentato alla stampa il nuovo consiglio di amministrazione, presieduto dal giornalista Luciano Fiorino, organismo del quale fanno parte Mariangela Pizzo e Salvatore Jervolino.

E proprio alcune domande poste sul conto di Jervolino e sulla legittimità della sua nomina, prima come revisore dei conti, poi come commissario straordinario e ora come componente il Cda, hanno infastidito l’assessore. “Rivolgetevi all’ufficio legale della Regione” ha risposto ad alcune domande maliziose dei giornalisti. Come dire: se non fossero state legittime, le nomine non sarebbero state ratificate. Ma i motivi sottesi della tensione sono anche altri: Barbagallo ha mostrato di fare quadrato su Jervolino, funzionario regionale che ha già presentato ben diciotto segnalazioni alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, cui se ne è aggiunta un’altra, a carico dell’ex presidente Maurizio Puglisi, per le frasi ritenute “diffamatorie” diffuse sulla stampa dall’ex presidente sul conto di Salvatore Jervolino. Un fatto che in tre lunghe cartelle inviate ancora una volta la Procura della Repubblica e a quella della Corte dei Conti Jervolino, sottolinea Jervolino, “alimenta il sospetto che tale pervicace controllo abbia finalità tutt’altro che lecite”.

Le dichiarazioni di Puglisi, sottolinea ancora Jervolino, sono tutte segnate da “lacunose” conoscenze delle regole di buona amministrazione e riferite a periodi nei quali lui non esercitava alcuna funzione. Jervolino nel frattempo ha definito la nuova pianta organica del teatro, ma soprattutto è intervenuto per fare alcune significative modifiche allo statuto: presidente e componenti del Cda del teatro non prenderanno più emolumenti, come i direttori artistici. Una linea di austerity già raccomandata al soprintendente Egidio Bernava cui è stata sollecitata l’approvazione dei bilanci di esercizio, sulla quale garbatamente si è dichiarato contrario Luciano Fiorino, nominato dal sindaco Accorinti. Secondo Fiorino, considerate le responsabilità della carica, un emolumento sarebbe giusto da riconoscere, non solo per gli amministratori, ma anche per gli artisti. Una linea di austerità, quella di Jervolino, che è stata già adottata al Teatro Stabile di Catania e lascia la traccia della nuova impronta che l’assessore Barbagallo vuole dare alla gestione dei teatri in Sicilia, da “spending rewiev”. Ma le denunce presentate a raffica da Jervolino, creano ora tensione anche tra i nuovi revisori dei conti. Il presidente dell’organismo contabile di controllo, Giuseppe Cacciola, ha smentito bruscamente con una mail una convocazione dell’altro revisore Leonardo Coniglio, a proposito sulla data, il 21 giugno, scelta per l’assemblea. Un segnale della visione diversa delle procedure da parte del nuovo presidente, Giuseppe Cacciola, che intende studiare le carte anche a proposito della variante di bilancio, da un milione di euro, approvata dai revisori quando era in carica Leonardo Coniglio. E ha quindi convocato i revisori per il 20 luglio per il parere sul regolamento di contabilità, la verifica di cassa e quella all’ufficio di Economato.

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