Dipendente “spiato” alla Provincia. Interviene il Garante della privacy

E’finita davanti al Garante della Privacy, la controversa vicenda di Achille Pezzimenti, un dipendente della ex Provincia di Messina che si è visto contestare con un semplice “richiamo verbale”, la chiusura di un procedimento disciplinare, per alcune note critiche scritte in un gruppo “chiuso” di dipendenti con 300 iscritti. Lo ha reso noto l’attivista di Cittadinanzattiva, Angela Rizzo, in una nota finita sui social. Ma cosa ha scritto il “Pelide” Achille Pezzimenti per fare scatenare le ire del commissario Romano più di quelle di Agamennone?

Poco più che nulla: ha espresso giudizi poco lusinghieri, ad esempio, sulla gestione del secentesco Monte di Pietà, coordinata dalla ex Provincia. Critiche rintracciabili, però, nei toni di un dossier, circolato poco tempo prima, contro l’operato del commissario della ex Provincia, il viceprefetto Filippo Romano. Tanto è bastato al geometra Gaetano Antonazzo, anch’esso preso di mira dal dossier, per copiare il contento delle conversazioni private del collega Achille Pezzimenti e presentarsi alle nove del mattino del 17 febbraio 2016 davanti al comandante della polizia provinciale, Antonino Triolo. Che, assunto il ruolo di ufficiale di polizia giudiziaria, stila un verbale e prende in consegna il corpo del possibile reato di opinione: “sei pagine di vidiate social Facebook”, così annota, e “sei pagine di trascrizione”. Il tenente colonnello gira le mail al commissario straordinario Filippo Romano che, nella stessa giornata, ravvisando nelle note “espressioni lesive del prestigio dell’Istituzione” invia i documenti alla segretaria generale, Maria Angela Caponetti. La funzionaria, consulta un legale di Catania, Concetta Currao, e poi “d’ordine” spedisce il dossier, alla responsabile di Contenzioso e procedimenti disciplinari, Maria Grazia Tripodo. Quest’ultima dirigente, passa in rassegna l’operato della “matricola 1519” Achille Pezzimenti. E riscontra che la competenza a decidere è del dirigente Vincenzo Gitto, presso il quale il dipendente “sotto accusa” presta servizio. Così anche l’architetto Gitto studia appassionatamente le carte. E sentita la replica dell’accusato, derubrica la contestazione degli art. 2 e
9 del codice di disciplina interna e ammonisce Achille Pezzimenti con un sospirato… richiamo verbale.

Così Pezzimenti, che si chiama Achille e non smentisce il suo nome, va su tutte le furie e scrive alla Provincia per chiedere copia del carteggio che lo riguarda. La Provincia diventa sorda: per un anno non risponde. Pezzimenti non si perde d’animo: scrive al sindaco Renato Accorinti, all’Anac, alla Procura e al Garante della Privacy. Che ora interviene con una nota perentoria: “consegnare le carte entro tre giorni e comunicare l’esito a questa Authority”. Ma ora l’attenzione di tutti gli enti non investe più Pezzimenti, che chiede i danni morali e materiali patiti, ma le note dell’Anonimo. In 54 pagine “sbrana” Palazzo dei Leoni.

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