Padri e figli in cerca di terre fertili è il tema che attraversa tutte le sezioni dell’undicesima edizione del Festival diretto da Giovanna Taviani  che si svolgerà a Salina dal 24 al 29 giugno.

Film che parlano della scomparsa del padre, di figli orfani e di padri latitanti, minori non accompagnati, di fecondazione assistita, di gender e disgregazione della famiglia tradizionale, ma anche di adolescenze difficili e di esilio dal mondo degli adulti.

“Generazione tradita, la nostra – siamo i primi figli più poveri dei genitori -, quella degli italiani che emigrano all’estero e rinunciano a diventare madri e padri perché non riescono neanche a mantenere e se stessi. Generazione tradita, la loro, quella dei figli degli altri, i minori non accompagnati e i giovani immigrati che ogni giorno arrivano nelle nostre terre, orfani di un’Europa che respinge con i muri e tradisce i principi della nostra Costituzione.”

Una scena di 3000 nuits, di Mai Masri

Oltre alla proiezione dei film in concorso, in programma anche numerosi eventi speciali. La sera inaugurale del 24 giugno, alla presenza di Mai Masri e Mohamed Challouf verrà presentato 3000 nuits, già premiato alle Giornate cinematografiche di Cartagine, il film narra la storia vera di una giovane insegnante che decide di mettere al mondo un figlio nella cella di un carcere israeliano, dove è stata condannata a otto anni, con l’ingiusta accusa di terrorismo. Quel figlio nascerà e crescerà in prigione, come tutti i nascituri palestinesi, che da troppo tempo non hanno una patria in cui nascere, crescere e morire.

Il 25 giugno il regista inglese Moby Longinotto presenterà in anteprima nazionale il suo The Joneses , con la storia del transgender 74enne Jehri Jones nella sua casa mobile a Pearl, Mississippi, capo famiglia d’eccezione attorniato dal tumulto dei nipoti adolescenti.

SalinaDocFest, il 27 giugno Paolo Virzì e Micaela Ramazzotti presentano il “La pazza gioia”

 

Il pomeriggio del 28 giugno Fabio Mollo e Isabella Ragonese presenteranno Il Padre d’Italia, mentre la sera Pippo Delbono riceverà il “Premio Ravesi Dal Testo allo Schermo” – deciso dal Comitato d’Onore del festival, composto da Romano Luperini, Giorgio e Mario Palumbo, Paolo e Vittorio Taviani, Bruno Torri – per il film Vangelo (Ita/Be/Ch, 2017).

Pippo Delbono in una scena di “Vangelo”

Nella giornata finale di giovedì 29 invece, si terrà una tavola rotonda sui diritti del documentario d’autore nella diffusione cinematografica e nella programmazione televisiva, radiofonica e web. È un incontro a cui parteciperanno rappresentanti istituzionali di SIAE, Rai, Cento Autori, Sky e Regione Sicilia, insieme ai giornalisti e ai registi ospiti del festival.  Un’occasione pensata per affermare il valore autoriale del documentario e il suo peso pubblico e sociale. “Vogliamo lanciare un appello forte al paese” – sostiene Taviani – “affinché anche i canali televisivi italiani si dimostrino sempre più aperti al cinema del reale e possano guardare a modelli esistenti, come la rete franco/tedesca ARTE. ‘Isolani sì. Isolati no!’ sarà la nostra missione, come quella con cui fondammo undici anni fa il nostro Festival, dedicato agli invisibili in un’isola invisibile, legata al continente e al resto del mondo dalla televisione.”

Un omaggio al cinema di  Franco Piavoli e Dyana Gayé in programma per il 26 giugno con la proiezione dei loro rispettivi film Festa (Italia, 2016 – 40’) e Un Transport en commun (FR/SEN, 2013 – 48’).

Il SalinaDocFest, che da quest’anno si tiene con il Patrocinio di UNCHR, CIDI e COMUNE DI PALERMO, e che conta sulla consulenza scientifica di Agostino Ferrente, Maria Cuffaro e Emiliano Morreale, ha per la prima volta il sostegno della SIAE, con l’istituzione di un Premio SIAE speciale al miglior film in concorso, deciso da una Giuria Giovani scelta fra gli studenti del liceo di Lipari: un progetto scuola lavoro attivato dal festival, che da sempre ha dato alla formazione uno spazio importante nell’ambito della manifestazione.

Share: