Era nata nel 2004 come iniziativa della Provincia, ma ora la Prefettura ha deciso di liquidare la Fondazione universitaria Kore e il Presidente del Tribunale di Enna ha nominato come liquidatore Govanni Caminiti. La somma da liquidare, su un attivo di un milione di euro, è pari a zero. Ma se questa è la procedura di legge per le fondazioni, la libera Università di Enna che nel frattempo ha cambiato statuto è viva e vegeta e continua a fare discutere di sé. Tanto che l’onorevole Salvatore Giuffrida ha presentato il 5 giugno scorso una interrogazione al presidente della Regione Rosario Crocetta per fare luce su una serie di anomalie.

“Considerato che negli ultimi anni-scrive Giuffrida- gli organi di rappresentanza della Liberà Università Kore specificano sempre la natura privatistica dell’ateneo anche di fronte a istituzioni come Anac e Tar Lazio e che la stessa ha ricevuto come contributo pubblico nell’ultima finanziaria 930mila euro, si chiede a che titolo la stessa utilizzi i locali dell’ex Provincia di Enna, senza pagare nessun affitto, in considerazione del fatto che l’ente intermedio è stato anche costretto a sospendere per due mesi dal servizio i lavoratori precari per ristrettezze di bilancio”. Una questione non da poco, quella sollevata dall’onorevole Giuffrida, per la quale chiede alla Regione “se gli uffici abbiano mai approfondito la natura giuridica dell’Università, con particolare riferimento all’esigenza di conformare alle normative europee la concessione annuale di contributo da parte della Regione”. Ma non è solo questa la nota dolente dell’interrogazione di Giuffrida: lo stesso chiede di sapere se è vero che il direttore generale dell’Università Kore Salvatore Berrittela, ex dipendente del Comune di Valguarnera, abbia un contratto dal novembre del 2011, pari a 250mila euro l’anno: 700 euro al giorno. Soldi-rileva ancora Giuffrida-che non percepisce neppure il presidente del consiglio di amministrazione, Cataldo Salerno che si ferma solo a 220 mila euro annuo: 600 euro al giorno. L’università di Catania, ben più grande di quella di Enna, dopo una dura selezione su una ventina di candidati, ha assunto a contratto il nuovo direttore generale Candeloro Bellantoni, manager calabrese di 57 anni già all’ateneo Bicocca di Milano, con un emolumento annuo di 160 mila euro. Giuffrida chiude la sua interrogazione, chiedendo, a questo punto di sapere a quanto ammontino i compensi del consiglio di amministrazione e quelli del rettore della Liberà Università privata di Enna, che incassa fondi dalla Regione, non paga gli affitti all’ente Provincia in dissesto, ente che sospende i lavoratori precari.

Tradotto: un mese di lavoro di un precario, 700 euro, corrisponde a un giorno di lavoro del direttore generale Salvatore Berrittella.

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