Università di Messina. Lezioni di politica

C’è chi, come l’ex rettore di Palermo Roberto Lagalla, la passione per la politica non l’ha mai nascosta: in questi giorni è a Messina per presentare “IdeaSicilia”, il movimento con il quale si propone di coagulare il Centrodestra e dare la scalata a Palazzo d’Orleans. Ma c’è anche chi, sul fronte opposto del Centrosinistra, fa politica tutti i giorni, a passi lenti.

Come il flusso di una clessidra. E’ il rettore di Messina, Pietro Navarra. Quarantanove anni, sposato con la ginecologa Roberta Granese, ora in dolce attesa, Navarra ama bruciare le tappe. A 44 anni è stato il più giovane rettore d’Italia imponendosi, grazie all’accordo con il prorettore Giovanni Cupaiolo, sul
concorrente Giacomo Dugo, docente di Scienza degli alimenti che non ha mai fatto mistero del suo “sentiment” di Destra. Ma ora Navarra, professore associato di economia, corsi di perfezionamento all’Università di Buckingham e alla London School, mentre è impegnato nella stesura di un manuale sulla “teoria positiva del voto”, è anche regista di una nuova corrente politica nata dentro l’Ateneo messinese.

“Un fatto che non si è mai visto negli ultimi cinquecento anni…” sussurrano, guardinghi tra i corridoi i suoi detrattori. Di che si tratta? Di uno spostamento dell’asse politico della dirigenza dell’Università verso l’area Renziana, rappresentata dalla corrente del sottosegretario alla Salute Davide Faraone. Una migrazione ideologica che ha portato a un risultato inaspettato, ben 150 docenti tesserati, bottino di cui va fiero il plenipotenziario messinese del partito, Pippo Laccoto. “Il nostro è un partito aperto e pluraledichiara l’ex sindaco di Brolo- guardiamo con interesse l’area accademica per l’apporto di novità che può dare alla politica”. La scossa, più che le fondamenta, ha investito i vertici dell’Università. Dai prorettori già militanti come Antonio Saitta, a quelli assoldati of course come Michele Limosani, alle new entry come Piero Perconti, per arrivare al direttore generale dell’Ateneo, Francesco De Domenico, sulla
rampa di lancio per le elezioni regionali di novembre. Ma da cosa è partito questo movimento silenzioso,
che piano piano ha cambiato anche l’identità di una Università ferita per anni da scandali e familismo fai-date? Figlio dell’ex barone universitario Salvatore Navarra, il primario chirurgo che ha contribuito alla nascita di Forza Italia a Messina, Pietro Navarra non sfugge alla regola del familismo messinese: ha due fratelli ordinari, Pippo a Chirurgia e Michele a Farmacia e una cognata ricercatrice, Pippi Inferrera. Ma da quando è diventato Rettore ha lavorato su più fronti per riqualificare l’immagine dell’Università di Messina. Che ora chiude con un bilancio in utile, qualche milione di euro, grappoli di progetti approvati al Miur e soprattutto un 13% di iscritti in più tra gli studenti. “Frutto, dice il rettore, della politica di Internazionalizzazione dell’Ateneo”.

Già nelle grazie del deputato di Sicilia Futura Beppe Picciolo, Navarra è entrato con forza nel dibattito politico cittadino assumendo un ruolo che in politica era tanto caro a Craxi: l’ago della bilancia. Come? (scopri tutti i retroscena sul settimanale 100Nove Press in edicola o attraverso l’area abbonati)

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