MESSINA. Sono state ore concitate e di terrore quelle vissute dalla mattina fino alle ore serali del 30 giugno appena trascorso. Ancora sono sconosciute le cause che hanno scatenato la furia delle fiamme, che hanno devastato molti ettari di terreni coltivati, edifici, automezzi e di pinete sulle pendici collinari della zona tirrenica del Comune di Messina.

I roghi hanno interessato i villaggi di Spartà, Piano Torre, Calamona e S. Saba, spostandosi rapidamente dalle alture verso la costa, complice anche il vento di scirocco che è scemato solo nelle ore serali, quando gli sforzi congiunti delle forze dell’ordine – Vigili del Fuoco, Carabinieri, Anas, Polizia Stradale, Guardie Forestali e Volontari di Protezione Civile – hanno fatto rientrare l’emergenza, combattendo le fiamme e contenendone gli effetti disastrosi.

«La costante comunicazione con la sede del Servizio della Sicilia Nord-Orientale del Dipartimento Regionale di Protezione Civile e con le autorità comunali messinesi, ha permesso di coadiuvare gli sforzi di tutte le forze messe in campo, che hanno saputo gestire egregiamente l’emergenza», ha spiegato Giuseppe Saporita, Coordinatore del Gruppo Comunale dei Volontari di Protezione Civile di Villafranca Tirrena, anch’esso attivato per gestire l’evento calamitoso.

Fortunatamente non si sono rilevate né vittime né dispersi. Non è la prima volta che le aree interessate dalle fiamme del 30 giugno sono soggette a questi tipi di criticità, ma «è per tale motivo – spiega ancora Saporita – che si auspica un maggiore sforzo da parte delle autorità competenti nell’incentivare la cultura di Protezione Civile rivolta alla popolazione, impartendo lezioni finalizzate a istruire la cittadinanza sulle modalità più efficaci per potersi proteggere ed affrontare senza panico calamità antropiche o naturali. Oggi più che mai la promozione di campagne rivolte alla sensibilizzazione, all’educazione contro i rischi del caldo torrido e dell’incuria con cui viene trattato l’ambiente, potrebbe fare la differenza tra l’essere preparati o impreparati nel gestire le varie emergenze a cui è soggetto il territorio: una corretta informazione è l’arma di prevenzione più efficace di cui si possa disporre».

Un avvertimento ulteriore viene, infine, fornito da Saporita e cioè che «dopo l’incendio, che ha causato l’essiccamento e la perdita di vegetazione sulle pendici collinari, potrebbe subentrare un altro rischio: l’emergenza idrogeologica», ed evidenzia come «con le prime piogge, si potrebbero verificare frane e smottamenti, come già successo in precedenza nei medesimi luoghi».

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