La Sea Art di Daniele Battaglia

«Più che Street Art, potremmo coniare il termine Sea Art». Così esordisce il dialogo con Daniele “Vis” Battaglia che, dopo la triste vicenda dei murales violati nell’area Zir di Messina, torna a far parlare di sé con una nuova opera, molto innovativa nell’ambiente della provincia messinese e, molto probabilmente, anche in Italia, secondo le fonti finora raccolte.

 Il percorso artistico di Daniele lo ha condotto sulle rive di Alicudi, la più distante delle Eolie dalle coste siciliane, immersa in un ambiente bucolico incontaminato. «La mia opera è un murales su dei cassoni di cemento, che saranno sommersi per dare avvio ai lavori di ampliamento del molo di Alicudi», Daniele continua: «Sono il primo street artist, o sea artist ormai, ad aver consegnato ad Alicudi la prima opera di questo genere. È stato un vero onore per me». Il murales, commissionato dall’ingegnere della Dicearco Costruzioni che seguirà i lavori del molo, ripercorre un’interessante leggenda dell’isola, collegata a una produzione cerealicola ormai abbandonata, quella della segale cornuta. «La leggenda, in cui sicuramente confluisce parte di verità, racconta di questa segale su cui cresceva un fungo, che faceva assumere al cereale la caratteristica forma dalla sommità biforcuta, come fosse cinta da corna. Gli abitanti dell’isola producevano il pane con questo cereale, che però, proprio a causa del fungo, aveva degli effetti collaterali: era un fungo allucinogeno», il simpatico aneddoto che affonda nella leggenda continua, «Per questo motivo gli arcudari (abitanti di Alicudi) avevano delle vere e proprie visioni, che si manifestavano sotto forma di donne volanti e uomini che assumevano fattezze animalesche». Il murales ispirato a questa leggenda raffigura sia uomini con volti di animali tipici dell’isola sia donne che volano, collocati su uno sfondo azzurro che si confonde con il colore cristallino delle acque salmastre dell’isola eoliana.

«Inizialmente i cittadini erano contrari alla vista dei cassoni vicini all’attracco turistico. Erano grigi, vuoti, davano un senso di abbandono e potevano danneggiare il turismo. Ma mentre lavoravo, e anche dopo aver ultimato l’opera, la gente del posto si è incuriosita. Anche i turisti hanno accolto favorevolmente la presenza della mia opera in quella zona centrale dell’isola». Per motivazioni tecniche, i cassoni resteranno sulla terraferma fino a settembre, quando inizieranno i lavori per la loro installazione sotto il mare, dando avvio ai lavori per l’ampliamento del molo. Inoltre da questa vicenda sono state avanzate proposte circa possibili eventi futuri legati alla pittura e all’arte in genere, per dare nuova linfa vitale alla capacità di attrazione turistica di Alicudi. 

Si conclude con una nota positiva a favore dell’arte e della bellezza la cronaca del primo murales subacqueo di Alicudi, che ha costituito un passo importante anche per la riscoperta e la diffusione delle leggende e delle tradizioni locali che, a differenza del murales sommerso, bisognerebbe cercare di far riemergere dagli abissi della memoria.

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