Taoarte, shopping immobiliare

Già base logistico-operativa per il “G7” di Taormina, la Badia Vecchia non sarà più sede del museo archeologico della Città del Tauro, con i reperti di Naxos o di Tauromenion, oggi dispersi nelle collezioni di Messina e Siracusa, ma entrerà a fare parte del patrimonio della Fondazione Taormina Arte.

L’edificio storico della Circonvallazione, una costruzione trecentesca in pietra di Siracusa nata come torretta di avvistamento, con tre bifore a sesto acuto, è stato concordato tra Palazzo dei Giurati e il commissario straordinario della Fondazione, il funzionario dell’assessorato Pietro Di Miceli, entrerà nel patrimonio della Fondazione Taormina Arte. Un fatto che ora dovrà ratificare il consiglio comunale. Altro provvedimento dello stesso tenore, a breve, dovrebbe adottare anche l’ex Provincia di Messina, trasformatasi in Città Metropolitana. Se in un primo momento l’ex commissario straordinario Filippo Romano aveva manifestato la volontà di uscire dalla Fondazione, ora i propositi si sono del tutto modificati. Anzi. La Provincia intende patrimonializzare la Fondazione, oggi sommersa dai debiti, che
fino o a qualche anno fa riceveva dalla mitica “Tabella H” sette milioni e mezzo di finanziamenti, conferendo l’invenduto hotel Panorama di Castelmola, nato con i fondi alberghieri del 1951, poi due appartamenti in centro, risultati anch’essi invenduti, oltre che la Caserma dei carabinieri del  Corso. Una serie di immobili, oggi sottoutilizzati, che dovrebbero garantire al nuovo organismo sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’Interno e della Regione, di accedere più agilmente al credito bancario. Ma l’operazione-regalo riserva però ancora qualche imprevisto: gli immobili in questione fanno parte di un lotto che è stato stimato dal l’ex
dirigente della Provincia, l’architetto Vincenzo Gitto, con l’attribuzione di un valore di stima di mercato. Si possono togliere dal patrimonio dell’ente per affidarle così, per simpatia, a una fondazione senza scopo di lucro beni immobili già censiti col rischio incombente di un dissesto finanziario? Tra questi beni censiti, da assegnare alla fondazione Taormina Arte, risulta anche essere presente il complesso turistico “Le Rocce”, prima oggetto di un projet financing, poi bocciato
dall’Urega, della società del gruppo Marchese “La Pineta”, e poi dalla Città Metropolitana affidato, in concessione novantennale, alla Fondazione Fiumara d’Arte di Antonio Presti.

Per favorire queste “migrazioni” di beni, l’architetto Vincenzo Gitto è stato richiamato dalla pensione: incarico a “titolo gratuito” di un anno. Tempo entro il quale vanno perfezionate altre cessioni risultate molto articolate sotto il profilo delle procedure. Tra questi l’ex hotel Riviera, assegnato al gruppo Franza con una formula di con cambio immobiliare con un edificio industriale alla Zir, la zona industriale regionale, da destinare a edificio scolastico per l’istituto nautico Caio Duilio, edificio per il quale occorrono una serie di autorizzazioni, la più importante delle quali è il cambio di destinazione d’uso, da area industriale a sede scolastica.

Share:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial