Autostrade senza uscita

La notte di fuoco di domenica 9 ha portato le colonne di auto in autostrada ad avere la drammatica conferma su come la gestione del consorzio delle autostrade siciliane, sia affidata al…Cas.

Automobilisti inferociti sono rimasti per ore incolonnati, senza il supporto di nessuna comunicazione: solo il lampeggiare delle auto della Stradale che cercavano di farsi largo nel varco. L’impossibilità di dirigersi verso i Colli, dove si allungavano lingue di fuoco nella notte, ha portato tanti alla riflessione che, anche senza incendi, sono anni ormai che da Villafranca alla Galleria Telegrafo si formano file chilometriche: domenica notte hanno superato anche le quattro ore. In caso di emergenza, come è successo domenica scorsa, le autostrade rischiano così di trasformarsi in una grande trappola. Eppure la direzione dell’ente si muove come se il matrimonio con l’Anas, sia l’unico problema, anziché pianificare la normale gestione. Un cammino nelle sabbie mobili della politica. Perchè, mentre gli automobilisti scansano buche e fanno file chilometriche, il progetto di fusione si è arenato in commissione bilancio. Non si riesce a venire a capo dell’entità dei debiti di Contrada Scoppo. Un lavoro di ricognizione e di screening non è mai stato portato a termine. E la “palla”, dopo le forzaste dimissioni dell’ex assessore alle Infrastrutture Giovanni Pistorio, è passata al neo assessore etneo Luigi Bosco, ex assessore alle Infrastrutture della giunta di Enzo Bianco. L’Anas del presidente Armani è ora alle prese con il progetto di fusione con le Ferrovie dello Stato: unico interesse a rilevare i settecento chilometri di autostrade siciliane è quello del servizio a pagamento che ora Anas per statuto non può esercitare. Se l’ipotesi del matrimonio Cas-Anas, come è prevedibile succeda, per l’instabilità politica dovesse raffreddarsi, è probabile che presto il governo decida di ritirare la concessione al consorzio siciliano: troppe le criticità emerse, non solo a seguito delle indagini giudiziarie. Mentre i lavori della Siracusa-Gela rischiano di bloccarsi il 19 luglio, come ha preannunciato l’azienda, per i numerosi intoppi burocratici, il clima all’Ars, dove si respira già aria di smobilitazione, non è dei migliori. Il segretario regionale di Sicilia Futura, Nicola D’Agostino, ha rilevato come “il Cas continui ad essere un buco nero della Regione che ne ha il controllo e nomina il Cda”. E ha continuato: Il presidente della regione deve dire cosa sa di questo consiglio che In fatto di trasparenza è molto peggio di tutti quelli che l’hanno preceduto”.

Toni non dissimili da quelli del deputato di Area Popolare Marco Forzese, che, con un eufemismo, ha denunciato lo stato di caos del…Cas e le interminabili file sulla Messina-Catania. Al deputato ha deciso di rispondere piccato il presidente Rosario Faraci, che si è dichiarato “profondamente indignato dalle sue avventate dichiarazioni e del conseguente invito a che “ i dirigenti del Cas vadano a casa”. “Lei- ha scritto Faraci- di fatto ha comprovato di non conoscere ruoli, competenze e poteri di un ente che fa capo alla Regione, dissociandosi dalle sue responsabilità di deputato della Regione che non ha mai contribuito a porsi come fattivo legislatore e dinamico politico per migliorare il Consorzio, che la Regione viole governare come un Dipartimento…” Il clima all’interno dell’Ente è quasi da sciogliete le righe: il direttore generale Salvatore Pirrone, dopo una nuova spruzzata di incarichi fiduciari a professionisti, tutti con il tetto-soglia dei 35 mila euro, e la motivazione che “all’interno dell’ente non ci sono le professionalità adeguate”, ha affrontato all’Ispettorato del lavoro, davanti ai sindacati, la problematica relativa all’assunzione a tempo determinato di trentantrè agenti tecnici esattori, “dotati di attestato” per i due mesi di emergenza estiva. Per fugare l’ipotesi di assunzioni “pilotate”, attraverso il rilascio dell’attestato che in passato è stato frutto di alcuni corsi professionali “mirati”, a pagamento, che il rilascio del titolo di esattore autostradale, come se incassare una banconota per il pedaggio e dare il resto fosse un mestiere tutto da mettere a frutto con arte e perizia, si è deciso di dare in appalto esterno la selezione degli esattori a una società interinale con l’importo a base d’asta di euro 208.878,91, oltre Iva. Un rapido calcolo fa sì che, se si considerano due mesi di lavoro pagati tremila euro a trentatrè esattori, con i contributi e le agevolazioni di legge, si arriva al costo- azienda di quasi centomila euro. Ma selezionarli costa al Cas esattamente il doppio.

Così, con un ribasso di appena l’1,095%, l’appalto è stato assegnato alla ditta Tempor di Milano, che si è imposta sull’altra concorrente, la meneghina Gi Group spa. Ma il braccio di ferro ora sul fronte dei requisiti da “valutare” in sede di selezione, se l’esperienza maturata attraverso altri incarichi o il titolo da esibire,
dopo avere svolto un corso professionale a pagamento per esattore di autostrada. La scelta, in una Regione funestata dalla disoccupazione, non è facile. E gli “scontenti” saranno certo di gran lunga più dei “premiati”.

Share:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial