Al via il Frazzanò Folk Fest

Il prossimo 27 luglio si accenderanno le luci sul Frazzanò Folk Fest, la kermesse musicale ideata da Marco Imbroscì, assessore Cultura Sport Spettacolo del piccolo comune montano. Tre serate di concerti tra l’incantevole monastero di San Filippo di Fragalà e la piazza Regina Adelasia. Il programma prevede l’esibizione di Francesca Incudine, Ariacorte, Antonio Castignanò, Lautari e Mario Incudine. Un cartellone di tutto rispetto quindi, che porterà un allegro scompiglio nel paesino popolato da meno di mille anime. La manifestazione, giunta alla quarta edizione, vedrà salire sul palco della piazza principale, Antonio Castrignanò protagonista assoluto della celebre Notte della Taranta . Il festival di musica popolare più famoso d’Italia e tra i maggiori d’Europa che si svolge durante il mese di agosto in forma itinerante nelle piazze del Salento, culminando con in mega concerto di Melpignano, che la scorso anno ha visto partecipare 130.000 appassionati insieme a molti altri che hanno seguito lo spettacolo in diretta televisiva. La notte della Taranta è un momento importante non solo dal punto di vista musicale, ma diventa uno straordinario veicolo per promuovere la cultura e il territorio salentino in ogni angolo del mondo. Antonio Castignanò quindi è un ambasciatore di eccellenza, rigore da spartito e improvvisazione da fantasista. Musicista, cantante e percussionista che annovera nel suo curriculum collaborazioni con famosi artisti che operano in ambiti diversi, come Steward Coopeland, Ludovico Einaudi e Goran Brecovic.

Frazzanò così la sera del 28 luglio diventerà una sorta di luogo simbolico, un paesino arroccato sui monti evocherà Amsterdam con il suo Winter Fest, grazie all’intuizione di Marco Imroscì, un raro caso di deleghe assegnate ad una persona competente. L’assessore, laureato al Dams di Bologna, ha conseguito un master in organizzazione eventi teatrali ed ha partecipato ad un corso in gestione dei beni culturali. Le competenze, le esperienze nelle grandi e vitali città unite ad una sensibilità artistica, hanno dato l’incipit nella creazione di un Folk Festival in un piccolo paese. Marco Imbroscì partendo da un’analisi sulle influenze musicali dei giovani in contesti diversi dalle manifestazioni in città universitarie, approda nel suo piccolo centro dal potenziale richiamo turistico. Segue l’esempio di alcune menti illuminate che a Melpignano nel leccese, pensarono nel 1998 di creare un concerto per valorizzare la tradizione musicale della musica popolare. Nacque così la notte della Taranta destinata a diventare un evento importante per la Puglia, uno strumento di promozione straordinario per allettare turisti e viaggiatori.
Un’ idea partita in un villaggio diventa una realtà imprescindibile per il Meridione. Così Imroscì ha pensato di condurre per mano il mondo degli appassionati a Frazzanò, che diventa sede della ethno world music, contaminazioni in senso musicale di tradizione e contemporaneità. Ogni edizione ha visto viaggiare in perfetta simbiosi suoni ancestrali con strumenti moderni. La prima con il gruppo catanese dei “Percussonici” che partendo dalla tradizione popolare siciliana, si muove lungo un percorso con strumenti elettronici, creando un linguaggio moderno grazie al supporto di tamburi e marranzani. Il secondo anno con i “Kalascima” band pugliese che spazia tra suggestioni antiche e tecnologia di ultima generazione. Il terzo con i “ Giufà” e la “Municipale Balcanica”, che prendendo spunto dalle melodie gitane , si confrontano con le proprie terre d’appartenenza la Sicilia e la Puglia. Questa quarta edizione del Frazzanò Folk Fest che sarà la più ricordata, affida ad Antonio Castignanò il compito di rendere la serata evocativa e indimenticabile. Immaginiamo lo stupore di un turista ipotetico che da Londra arriva a Frazzanò per contemplare la bellezza del monastero di San Filippo di Fragalà, si aspetterebbe il nostro mister Smith di imbattersi in bancarelle con noccioline e torroni, banchetti con salsiccia, musica scadente diffusa da sgraziati altoparlanti, invece …

Potrebbe sentire il tocco leggero della chitarra di Mario Incudine, vedere la folla che balla festosa al ritmo di Pizzica e Taranta trascinata dalla voce di Castrignanò. Penserà il signor Smith di trovarsi in Sicilia ma di respirare seppur immerso in atmosfere tipiche, un soffio internazionale. La peculiarità di” un “Isola di luce” che diventa eccellenza nella musica, un piccolo borgo montano che veste gli abiti di araldo di bellezza, i luoghi comuni sulla Sicilia abbandonati verso un nuovo che sublima e supera ogni stereotipo.

 

 

Marina Romeo

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