Ma c’è una via d’uscita per la crisi in cui è piombata la Sicilia? Da come si sono messe le cose dal punto di vista della politica no. L’assemblea regionale siciliana non riesce a fare numero per fare approvare importanti provvedimenti come la legge di parifica del bilancio. Il procuratore della Corte dei Conti, nel frattempo, ha deciso di impugnare il documento finanziario: non lo convincono le controdeduzioni dell’assessore all’economia Alessandro Baccei sui fondi di riserva e sugli effetti dei derivati sottoscritti dalla Regione per l’importo di duecento milioni di euro.

L’Istat comunica che la Sicilia è la regione più povera d’Italia. E la Sicilia che fa? Va avanti con le sue regole: i rifiuti che tracimano, gli incendi che avviluppano, la disoccupazione che cresce impetuosa nelle statistiche quanto l’immigrazione degli sbarchi e l’emigrazione dei siciliani, non solo intellettuali e laureati, ma anche operai dei comuni dell’entroterra che si stanno svuotando. In questo clima si dice anche che Palermo è la citta europea della cultura. Che la Sicilia, nonostante tutto, è in testa alle classifiche di accoglienza turistica. E che le grandi multinazionali del sapere e dell’intelligenza artificiale, come Google, per il terzo anno consecutivo scelgono l’algoritmo dell’incanto, la Valle dei Templi di Agrigento, per le loro convention.

Non solo. La Sicilia fa piangere tutta l’Italia per la improvvisa morte dell’attore ragusano Marcello Perracchio, il medico legale importunato continuamente dal commissario Salvatore Montalbano che gli “rompeva i cabasisi”. ‘L’Isola ha la migliore cucina mediterranea, i migliori vini, il miglior latte di alto pascolo, il miglior frumento “Russello” del mondo. Poi è anche il più grande contenitore archeologico del mondo: nessuna isola ha sette civiltà sovrapposte, ancora tutte da scoprire pure per gli attivi tombaroli. Ma allora se è così, se la Sicilia è la terra di Pirandello e della Strada degli scrittori, cosa ha fatto di tanto male di meritarsi una classe politica così imbelle. Triste. Arraffona.

E’ quasi una vendetta della natura: a tanta bellezza, per la legge del contrappasso, tanta imbecillità politica, frutto della stessa indolenza dei siciliani, i principali autori di questo disastro. Buone vacanze.

 

 

 

 

( Domani su 100Nove in Edicola).

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