E’un Crocetta ringalluzzito, quello che viene a Messina per inaugurare un pezzo di svincolo autostradale a Giostra, nella città dove tutto si fa a metà: dalla mezza con panna, al mezzo scioppino di “bira”. Seduto come al solito al Bar Irrera, in piazza Cairoli, il presidente lunedì pomeriggio ha un ospite d’eccezione: il capo dell’Ispettorato del lavoro, l’ingegnere Gaetano Sciacca.

Presidente, che fa battezza il nuovo sindaco di Messina, Gaetano Sciacca?
Ma no…non mi faccia “sciarriare” con Accorinti. E presto per parlare di elezioni a Messina.

Ma guardi che ormai i sindaci in corsa sono già tre.
E chi sono?

Il commercialista Enrico Spicuzza, il deputato Cateno De Luca e il capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Trischitta.
Allora Sciacca può essere un buon sindaco. Ah, ah, ah. Comunque a me farebbe piacere che Sciacca venisse intanto nel Megafono.

E lei non si sente in mezzo al guado con la sua candidatura?

Perchè?

Non c’è nessuno che le dica sì: è come la canzone di Antoine, appena sentono Crocetta tutti tirano le pietre.
Quella è una canzone che mi piace. Ma c’è una ragione perché oggi dicono tutti no a Crocetta.

Quale?
Crocetta destabilizza.

In che senso?
Non garantisce affari. E la restaurazione in Sicilia da quanto vedo è dietro la porta. Ma se ne sono accorti tardi…

A chi si riferisce?
Al sistema dei partiti.
Ma se lei ha detto che la Sicilia non merita alcuni partiti e alcuni politici…

E’ vero. Perché io credo comunque nel sistema dei partiti. E lavoro giorno dopo giorno per riformarli.
C’è una cosa presidente che non rifarebbe del suo mandato?
Si. Dare eccessivo peso ai partiti. Avrei dovuto fare meno concertazione. Ma c’è una cosa che tengo a dirle, rispetto alla prima domanda: volevo candidarmi sindaco di Gela e tutti dicevano no, volevo andare all’europarlamento e tutti dicevano di no. Volevo fare il presidente della regione e tutti storcevano il. Muso. Faccia lei..

Il segretario Raciti fa il giro della coalizione e tutti sono d’accordo solo su un punto: la discontinuità con il governo Crocetta…

La coalizione quale?

Quella che l’ha finora sostenuta: D’Alia, Alfano, Cardinale? Gli stessi che fanno parte del listone Orlando?
Orlando ha fondato più partiti lui di tanti altri…

ll sindaco di Palermo dice che in Sicilia bisogna finirla con la linea confindustriale di Crocetta e con gli affari dei signori delle discariche. Lei che dice?
Che se non fosse stato per il governo Crocetta, Palermo oggi sarebbe sommersa dai rifiuti. Che quella dei rifiuti è una crisi di crescita da raccolta differenziata. E che se Orlando il rinnovamento vuole farlo con i nomi che diceva prima lei, stiamo freschi: mi sembrano tutti personaggi un po’ stantii. Vedono in gito tanti Lentini, tanti Vizzini…

Si sente pronto per sfidare Musumeci e Cancelleri?
Non vedo l’ora. Anche perché sono due personaggi che ho già battuto alle passate elezioni. E spero sempre di prendere più voti di loro.
Ammesso che la candidano?
Io ho proposto le primarie: mi pare che su questa mia proposta ancora il partito non abbia risposto. Ricordo solo che per lo Statuto del Pd ho diritto a candidarmi per il secondo mandato. E se il governo non ha ben operato è giusto che questo si dica in pubblico. Ma mi pare che lo stesso Raciti abbia invece detto tutt’altro…O no?

Lei dice di avere fatto un sondaggio su se stesso. Può dire quale istituto l’ha fatto?
Per discrezione non posso dirlo?

E la cifra boom del 22% la conferma?
Certo, forse al rialzo. Ma questo lo sanno anche altri maggiorenti del mio partito. Che preoccupati sanno pure che alle primarie non c’è alternativa. E comunque io mi candido.
Da solo?
No. Con il Megafono. Che è più forte di prima.

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