Il Messina riparte dalla serie D. E riparte da un nuovo presidente, il terzo nel giro di un anno: Pietro Sciotto. La società porterà sempre l’acronimo Acr, ma con un nuovo significato temporaneo: “Associazione calcio rilancio”. Giusto il tempo di recuperare quello originale, “Associazioni calcio riunite” di proprietà della società immobiliare “Real Estate” di Pietro Lo Monaco, attuale presidente del Catania ed ex del Messina. Lo stemma invece sarà utilizzabile fin da subito.

Lo stadio “Franco Scoglio” di San Filippo, per quanto inadatto alla catagoria perché difficile da raggiungere e gestire in termini di costi, sarà quello ufficiale. Sciotto avrebbe voluto il vecchio impianto sportivo “Giovanni Celeste” per disputare le partite interne, ma la messa a norma richiederà minimo un anno. Il nome nuovo per la panchina, con ogni probabilità, sarà quello del messinese Antonio Venuto, che vanta una lunga esperienza sui campi della serie D, vinta con il Milazzo. La squadra conterà un minimo di 12 juniores, visto che la categoria impone l’impiego di un giocatore classe ‘99 due del ‘98 e uno del ’97 per ogni match. Dopo verrà il turno degli over, calciatori esperti che faranno da chioccia ai più giovani e costituiranno l’intelaiatura della squadra. L’organigramma societario è già stato definito: il 90% delle quote a Pietro Sciotto e il restante 10 al fratello Matteo, attuale sindaco di Gualtieri Sicaminò. Un affare di famiglia in pieno stile Sciotto. D’altronde il nuovo presidente l’aveva dichiarato prima di farsi avanti: “Porte aperte a chiunque volesse farsi avanti, ma con partecipazioni minoritarie”. Il grosso della società (che Sciotto aveva stabilito in almeno il 70%) doveva appartenere al lui e lui soltanto altrimenti l’affare sarebbe saltato. Chi conosce i 4 fratelli Sciotto, non esita a definirli lavoratori instancabili. E non si può certo dargli torto. Il primogenito Pietro è il fondatore di un gruppo che vanta ben 13 concessionarie di automobili distribuite in tutta la provincia di Messina, soprattutto nella fascia tirrenica. Il gruppo è nato nel 1985 con il nome di “Auto Iberia s.r.l.” con sede a Pace del Mela. Fin dai primi anni di attività, i dati di vendita raggiunsero livelli record, nonostante la marca Seat (unica in concessione) fosse ancora in fase di sviluppo. L’espansione cominciò nel ‘91 con l’apertura di una nuova sede, a cui fecero seguito una carrozzeria specializzata ed un autolavaggio a tunnel automatico; nel 2004, la società Auto Iberia scelse una nuova e più identitaria denominazione commerciale: Sciotto Automobili.

Oggi, il gruppo opera su una superficie di 13mila mq, vende circa 3mila auto all’anno, dà lavoro ad 80 dipendenti ed è diventata concessionaria unica degli autoveicoli Fiat, Lancia, Abarth, Fiat Professional, Alfa Romeo e Jeep. Pietro è l’imprenditore di successo della famiglia. Pippo e Matteo invece, pur non disdegnando l’imprenditoria, hanno optato per la politica. Pippo è il sindaco di Pace del Mela, al secondo mandato. La sua prima sindacatura risale al 2008, quando pur di ottenere il favore degli elettori aveva portato in piazza i Matia Bazar. Prima di diventare sindaco di Pace del Mela si era fatto le ossa come assessore alla Provincia di Messina dal 2005 al 2008. L’unico incidente di percorso risale al maggio del 2011 e ha riguardato una concessione edilizia in un terreno di Giammoro, negato ad un gruppo d’imprenditori per la realizzazione di un piccolo insediamento artigianale e subito concesso, a pochi metri di distanza, al fratello Pietro per la costruzione di una concessionaria, un bowling e un autolavaggio. La Procura, dopo aver iscritto nel registro delle notizie di reato i due fratelli Sciotto e il geometra dell’ufficio tecnico del Comune, ne ha disposto l’archiviazione perché il consulente tecnico della Procura non ha mai presentato la relazione e sono scaduti i termini per la chiusura delle indagini. Matteo, oltre ad essere il detentore del 10% del Messina, è il sindaco di Gualtieri Sicaminò, anche lui come Pippo al secondo mandato.

In occasione della sua prima elezione (nel 2008) sembrò di trovarsi di fronte ad un caso eclantante di “parentopoli”. Matteo divenne primo cittadino di Gualtieri prendendo il posto lasciato vacante dal fratello Gino, sindaco del paese nei dieci anni precedenti. Gino, dopo la sindacatura e una successiva parentesi da consigliere comunale di Gualtieri, nel 2013 ha abbandonato la politica attiva ed ha ripreso a fare l’avvocato. E’ stato nominato anche presidente del Fapi (Federazione Autonoma Piccole Imprese). Recentemente il suo nome è comparso nell’inchiesta relativa alla costituzione della nuova Camera di commercio della Sicilia Orientale, che insieme a lui, vede coinvolti altri 10 indagati per falsità ideologica commessa da un privato in atto pubblico. Al rappresentante del Fapi vengono contestate 11 presunte false attestazioni per l’assegnazione dei seggi nel consiglio camerale.

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